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Dal laboratorio alla vita
Dal laboratorio alla vita
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liberazione di risorse da reinvestire e aumento del benessere per i cittadini, sia
diretto, a fronte di nuovi servizi, sia indiretto a fronte di minori costi e maggiore
qualità della vita.
L’ICT in questi (circa) cinquant’anni di vita ha avuto un ritmo di evolu-
zione legato prima ai componenti elettronici (legge di Moore, raddoppio della
capacità ogni 18 mesi), chip, e quindi alla espansione di capacità e pervasività
delle reti (legge di Metcalfe, raddoppio della capacità delle reti ogni 16 mesi).
Questa evoluzione non solo è destinata a continuare nei prossimi dieci anni
ma sta influenzando l’evoluzione in molti altri settori, come ad esempio la
bioingegneria, dove la possibilità di utilizzare in parallelo l’ICT porta a ritmi
di evoluzione ancora maggiori (la sequenzializzazione del genoma migliora con
un raddoppio di prestazioni ogni 10 mesi).
L’EIT ICT Labs si trova quindi ad affrontare un settore che se da un la-
to è estremamente promettente in termini di continua evoluzione, dall’altro
comporta, per la sua rapidità e pervasività, delle sfide enormi in termini di
competitività. La dinamica mondiale di evoluzione ed i tempi con cui varia il
mercato sono più elevati che in altri settori.
Per questo motivo l’EIT ICT Labs ha dei cicli di programmazione delle
attività annuali: entro un anno si deve passare dall’idea di innovazione alla sua
costruzione e introduzione sul mercato.
Ovviamente, non si parte da zero ma da quel bagaglio di conoscenze e di
risultati spesso prototipali che i partner dell’EIT ICT Labs portano in dote e
che condizionano anche le attività stesse.
L’EIT ogni anno dispone di un certo livello di finanziamenti da dedicare ai
3 KIC (che diventeranno 5 nel 2015, 7 nel 2017 e 8 nel 2019). Questi fondi
sono assegnati per circa il 60% in parti uguali ai 3 KIC e per il restante su base
competitiva, attraverso una valutazione dei risultati degli anni precedenti e del
business plan su cui sono richiesti i fondi.
Nel 2014, ad esempio, agli ICT Labs sono stati resi disponibili fondi inter-
medi tra quelli stanziati per il Climate KIC e quelli stanziati per l’Inno-Energy
KIC. Le differenze sono state comunque minime, inferiori al 2%, a riprova
dell’eccellenza di tutti e tre i KIC.
Le attività sono pianificate secondo una Strategic Innovation Agenda, costruita
entro la fine dell’anno e sulla cui base si sviluppa la call for proposal che pubblicata
in aprile, attrae oltre un centinaio di proposte da parte dei partner. Questi ultimi
si aggregano in modo dinamico per affrontare un tema d’innovazione.
Le proposte sono esaminate da revisori, interni ed esterni, e quindi sele-
zionate sulla base della qualità e dell’impatto sul mercato dal Management
Committee entro giugno. Questo permette di definire il business plan per
l’anno successivo, che inviato per valutazione ed approvazione all’EIT as-
segnerà i fondi a dicembre. Il processo così gestito consente alle attività di
partire il 1° gennaio.
L’EIT finanzia, quindi, quanto serve per tradurre in innovazione sul mercato
dei semi-lavorati che i vari partner hanno sviluppato negli anni precedenti
o hanno in corso di sviluppo con un rapporto tra investimenti pregressi dei
partner e investimento di EIT intorno al 75/25.
L’innovazione viene perseguita attraverso tre direttrici: Education, Rese-
arch e Innovation (per utilizzare le etichette EIT).
L’education punta a creare una nuova classe imprenditoriale investendo su
giovani ad alto potenziale, che selezionati attraverso un processo competitivo
Questo impatto globale
è destinato a crescere
ulteriormente: si stima che
un’appropriata utilizzazione
dell’ICT sia in grado di
rendere efficiente un
sistema-paese
per un 5-8% del PIL…