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Dal laboratorio alla vita
Dal laboratorio alla vita
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startup oltreoceano può immediatamente confrontarsi con un mercato uniforme che
nativamente offre 300 milioni di clienti finali, che parlano un’unica lingua e sotto la
stessa legislazione. In Europa abbiamo una pletora di legislazioni e tassazioni diverse ed
al massimo si mettono insieme non più di 60 milioni di persone che parlano la stessa
lingua. Una situazione che certo non incentiva le startup e le piccole imprese con i loro
budget limitati a varcare i confini nazionali. Ed è questo il punto debole del ciclo Europeo:
una buona preparazione scolastica, un’ottima ricerca, ma proprio quando la ricerca deve
diventare Business nascono i problemi, il circolo si interrompe e l’economia ristagna.
Quantomeno in Europa, mentre osserviamo che oltreoceano la ricerca diventa molto più
facilmente Business con vantaggi per l’intera società americana e, per assurdo, facendo
leva su ricercatori ed imprenditori europei trapiantati.
Obiettivo sfidante per l’EIT ICT Labs è che il circolo virtuoso Education-Research-
Business si chiuda in Europa. E i Business Developer sono in prima linea per questa attività
sostenuta dall’Unione Europea. Non si tratta del solito progetto con contribuzione “a
pioggia” a sostegno o delle università o dei progetti di ricerca o delle aziende. Per le ini-
ziative dell’EIT, l’Unione Europea ha previsto un contributo decisamente contenuto con
un obiettivo chiaro e preciso: università, ricerca ed aziende già ricevono fondi in diversi
modi; l’EIT deve fungere da collante, da catalizzatore o anche da facilitatore affinché i tre
mondi lavorino in maniera armonica, integrata e sinergica; affinché gli studenti diventi-
no ricercatori, la ricerca ed i ricercatori passino ad aziende esistenti o nuove e che queste
crescano su scala internazionale facendo leva sull’innovazione proposta dalla ricerca.
I Business Developer non hanno fondi da elargire alle aziende, ma la propria compe-
tenza, professionalità e il networking. Il Business Developer è un profilo necessariamente
senior e ovviamente deve avere la più ampia competenza possibile sulle tematiche dell’ICT.
Deve aver maturato esperienza in aziende, possibilmente di tutte le taglie, dalle startup
alle multinazionali, perché dovrà interagire con tutte ed adeguarsi alle diverse dinamiche.
Ovviamente le sole competenze tecniche non sono sufficienti: occorre anche esperienza
in termini di finanza, mercati e strategie.
Tutte queste competenze oltre alle ottime capacità interpersonali sono il bagaglio neces-
sario anche per valutare il livello qualitativo di una società che si incontra: comprenderne la
visione e l’approccio; valutare il business plan; analizzare la strategia di mercato; giudicare
le prospettive di crescita su mercati internazionali.
L’attività del Business Developer può essere suddivisa in 4 filoni:
1.
Sostegno alle startup: tramite un’attività di scouting e di coaching di quelle con maggior
impatto innovativo con un duplice obiettivo: porle all’attenzione delle Large Enterprise
(per una partnership o un acquisition) e farle crescere a livello europeo (tramite part-
nership o canali di distribuzione).
2.
Sostegno alle piccole e medie imprese: per renderle più forti sul mercato globale il
primo passo è che loro stesse crescano internazionalmente; al tempo stesso, vista anche
la rapida obsolescenza dell’innovazione nel campo dell’ICT è necessario proporre alle
piccole e medie imprese le tecnologie mature prodotte da università e centri di ricerca
affinché le acquisiscano per mantenere un alto livello di innovazione.
3.
Sostegno alle grandi imprese: primariamente rivolto alle società partner, ma in seconda
battuta a tutte le altre. Le grandi aziende hanno i loro centri di ricerca ed i loro piani