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I Big Data, soprattutto per persone come
te che studiano il sociale, sono una miniera
non perché forniscono la rappresentazione
del mondo, ma perché forniscono l’informa-
zione sulle relazioni fra l’oggetto fisico e chi
lo sta usando.
La digitalizzazione dell’oggetto e cioè
la sua fisicità diviene meno importante ri-
spetto all’uso. Mood sensing – awareness,
capire cosa succede in tempo reale, il fu-
turo è qui.
Siamo immersi nella proiezione della no-
stra stessa immagine molto complessa,
una condizione interessante che provo-
cherà una nuova condizione politica e
sociale. Che tipo di ordine politico pos-
siamo immaginare in una cultura della
trasparenza, un mio chiodo fisso…
Il discorso politico nel passato dal cen-
tro arrivava alla periferia, oggi avviene il
contrario. I segnali deboli si espandono
dalla periferia al centro. Obama ha vin-
to con 30 matematici che esaminavano i
Tweet e mandavano messaggi, in diretta,
al futuro presidente per dirgli “parla di
questo” – “ritorna su quest’altro argomen-
to”. Analizzando alcuni discorsi di Obama si ritrovano concetti ripetuti o
rafforzati perché i suggeritori indicavano in tempo reale ciò che la gente
desiderava sentire.
Oggi il discorso è aperto, non è più tempo di scritti preconfezionati.
Rilevare il sentiment determina il successo. La nostra nuova condizione è
caratterizzata da strumenti che ci permettono di cogliere in fallo chi non è
trasparente, ma attenzione è vero anche il contrario.
Mi piace ripetere che Google è un ottimo strumento per nascondere. Se
un risultato è al trecentesimo posto della graduatoria è teoricamente visibile
ma praticamente invisibile allo stesso momento. Si noti come non stiamo
parlando di nascondere un ago in un pagliaio, metterlo in mezzo ad un tale
numero di altri oggetti che diventa invisibile. Qui la cosa è molto più sot-
tile: Google potenzialmente nasconde una informazione non in quanto la
annega tra mille altre ma perché riesce a proporci prima delle informazioni
che rimuovono il desiderio di cercare oltre, che ci danno l’impressione di
aver trovato.
Diceva un proverbio dei nostri nonni: “Chi cerca trova”. Il rischio è che
oggi strumenti come Google non ci facciano più cercare. Un rischio che
potrebbe essere minimizzato se dalla Rete di fili e informazioni si passa alle
reti sociali e di cervelli.
Derrick de Kerckhove
Obama ha vinto con
30 matematici che
esaminavano i Tweet e
mandavano messaggi,
in diretta, al futuro
presidente per dirgli
“parla di questo” –
“ritorna su quest’altro
argomento”. Analizzando
alcuni discorsi di Obama
si ritrovano concetti
ripetuti o rafforzati
perché i suggeritori
indicavano in tempo
reale ciò che la gente
desiderava sentire.