Pagina 64 - modello definitivo 300

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Giugno/Luglio 2014
Supplemento al numero 300 di
64
a
Quanta occupazione genera a livello mondiale la ricerca applicata? E in Italia? Quanto business
viene generato oggi in Italia grazie alla ricerca? L’unica possibilità che ha la ricerca di essere una
leva strategica per la crescita delle nuove generazioni e per il miglioramento della società e della
vita di ciascuno di noi è quella di riuscire a dimostrare la sua efficacia rispetto agli indicatori di
sviluppo di una nazione.
Un’altra criticità emersa dal nostro tavolo di confronto risiede nell’elefantiasi burocratica che
governa il mondo della ricerca e frena ogni slancio creativo. Gli uffici preposti appaiono mossi da
un approccio meramente quantitativo e contabile alla ricerca. Gli enti finanziatori appaiono più
interessati a verificare gli aspetti amministrativi, piuttosto che i risultati dei progetti e la loro messa
a sistema.
Alla luce di tali considerazioni, le aziende sollecitate dalla FUB si sono dette concordi nell’auspica-
re un’evoluzione nel rapporto tra innovazione aziendale e ricerca, verso un approccio più sistemico
e meno parcellizzato rispetto al passato.
È
quindi fondamentale riuscire ad essere parte integrante, come industry e come Paese, in pro-
grammi di respiro consortile e comunitario come Horizon 2020, rispetto ai quali istituzioni come
il CNR e la Fondazione Bordoni, negli auspici delle aziende partecipanti al tavolo FUB, possono
giocare un ruolo importante di facilitazione e aggregazione. D’altronde, il ruolo della ricerca pre-
competitiva è ancora più importante per le Telco, rispetto al passato, dato il carattere cross-industry
dei temi emergenti.
Diventa dunque obiettivo prioritario la creazione di un ecosistema nel quale pubblica amministra-
zione, centri di ricerca, università, grandi, medie e piccole imprese possano collaborare per svilup-
pare soluzioni innovative in grado di definire standard tecnologici interoperabili, di rispondere alle
esigenze territoriali per offrire servizi evoluti ai cittadini, di investire in asset tecnologici e in innovazioni
funzionali che favoriscano l’erogazione di servizi più efficienti. Condizione abilitante per lo sviluppo di
tale ecosistema dovrebbe essere una Cabina di regia istituzionale che, insieme ai soggetti industriali
e di ricerca, favorisca la definizione e la condivisione di linee guida per far sì che i finanziamenti euro-
pei possano portare valore aggiunto sul territorio e mettere a sistema quanto fino ad oggi viene solo
testato in contesti protetti o pilota.
L’evoluzione delle telecomunicazioni sta lentamente conducendo verso la “Networked society”,
la società connessa dove tutto è interrelato e in grado di mettere in comunicazione le persone, ma
anche gli oggetti, generando benefici sociali, economici e ambientali.
Al di là di alcune best practices significative e fortemente innovative per la ricerca nell’area ICT,
illustrate dalle singole aziende coinvolte in quest’iniziativa, occorre valorizzare tutti gli esempi virtuosi
di cooperazione mirata e stabile tra il mondo imprenditoriale e il mondo accademico. È tuttavia im-
prescindibile il supporto da parte degli enti governativi e l’integrazione nelle strategie nazionali delle
politiche di sviluppo del settore delle telecomunicazioni, universalmente considerato come uno dei
principali fattori chiave di competitività e sviluppo.
Solo dalla capacità di innovare e migliorare continuamente il prodotto nazionale nasce la possibi-
lità del sistema produttivo di competere sui mercati internazionali e di distribuire la ricchezza attra-
verso il welfare. Alla politica spetta il compito di mettere in campo azioni energiche di semplificazione
burocratica e di snellimento e alleggerimento in ambito fiscale e finanziario, al fine di potenziare
l’interessamento degli investitori in ambito ICT.
Alle telco si richiede, invece, di riorientare gli investimenti verso le soluzioni innovative, mante-
nendo stabilità nelle operation e de-commissionando le soluzioni precedenti; di sviluppare nuovi
skill adatti alle nuove tecnologie e ai nuovi servizi; di evolvere verso nuovi modelli di business, senza
dimenticare i tradizionali.
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