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volontà politica
AgID lo risolverà?
Con l’AgID lavoriamo al piano nazionale per la diffusione della cultura e delle
competenze digitali, strumento utile per un’analisi del contesto. Abbiamo già riunito
allo stesso tavolo tutti i portatori di interesse con l’obiettivo di spingere sulle com-
petenze digitali e superare, con un’azione condivisa e incisiva, resistenze ed ostacoli.
L’ostacolo più difficile?
Finora è mancata la volontà politica, indispensabile per andare avanti. Oggi esiste.
L’era della trasparenza implica un ritorno alla “cultura della vergogna”. Emerge-
rà un’aristocrazia per il bene comune, testimone di esempio pubblico?
L’eccesso di trasparenza che caratterizza i nostri giorni, e non parlo solo dell’Italia,
si traduce in un eccesso di esposizione dei cittadini verso lo Stato, ma non del contra-
rio. La
differential privacy
, nell’era dei Big Data, è un settore di ricerca determinante
perché dall’aggregazione si può risalire all’identità del singolo, argomento già da me
affrontato, nel 2012 a Firenze. Garantire la privacy ai cittadini-utenti e poter sempre
identificare chi custodisce i dati, sono le priorità di oggi.
Per lei cosa è la cultura digitale?
Vuol dire soprattutto capire le potenzialità della digitalizzazione ed anche quanto
i calcolatori siano utili nelle attività dell’uomo. Non bisogna soffermarsi su quanto
già esiste, ma capirne il potenziale. In passato abbiamo commesso errori, il PC è
stato vissuto come un intruso tra l’uomo e la carta, è indispensabile cambiare ap-
proccio e processi.
Governo Renzi e digitalizzazione?
Il nostro Premier è determinato, spinge la diffusione della cultura digitale che implica
anche una reinterpretazione della PA. Su questo non ho alcun dubbio. Non è come prima.
Maria Pia Rossignaud
“L’Italia digitale con Renzi si farà”
paolo coppola
|
deputato PD/professore di informatica
Nel nostro Paese non abbiamo chiaro il significato di ambiente digitale. Resteremo
fermi fino a che la maggioranza delle persone (classe dirigente compresa) continuerà
a collegarlo unicamente al computer. Veloce, chiaro, “digitale”, così è Paolo Coppola
che in una battuta racconta
il rapporto tra cultura e tecnologia nel Paese Italia.
Sul tema dell’educazione dice:
“Il nostro sistema educativo, nonostante le eccellenze,
non è ancora attrezzato per affrontare in modo adeguato l’economia della conoscenza.
Mancano percorsi formativi legati allo sviluppo delle competenze, del lavoro
collaborativo, della creatività, e del pensiero laterale. L’alfabetizzazione informatica
ormai è inutile, i ragazzi non ne hanno più bisogno. Questo è il problema”.