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di LIVIA SERLUPI CRESCENZI –

In un solo anno, il 2012, sei persone ogni cento che leggevano un quotidiano non lo leggono più. Questo è solo uno degli allarmanti dati riportati dallo studio elaborato dalla Fieg “Stampa in Italia, 2010-2012”, presentato a Roma e di cui Media Duemila ha già pubblicato il discorso di introduzione del Presidente Giulio Anselmi. Induce a riflettere il dato che indica per la prima volta, nel periodo sotto osservazione, un calo dei lettori (- 14,8% in un anno) . Tale riduzione continua ad accentuarsi sempre più con il passare del tempo tanto da registrare nella prima rilevazione del 2013 un ulteriore -6,7% rispetto all’ultima del 2012. Anche per le stesse vendite la situazione non è rosea. Dal 2001 si continua a registrare un sistematico calo del numero di copie di quotidiani venduti, accentuato poi dall’insorgenza della crisi nel 2008 che ha portato ad una ulteriore perdita stimata fino ad oggi in oltre un milione di copie. La situazione non cambia per i periodici che in un anno hanno perduto più di tre milioni di lettori.

Il comparto dell’editoria soffre quindi una crisi dovuta alla negativa congiuntura economica, all’evoluzione tecnologica e a fattori di criticità strutturali. Tra questi anche gli investimenti pubblicitari che lo studio ha rivelato come siano diminuiti negli ultimi anni su quotidiani e periodici rispettivamente del 33,6% e del 20%. Registrando poi il 2012, nel nostro Paese, come il peggiore degli ultimi venti anni con un calo del 14,3% degli investimenti totali rispetto al 2011. Si è tornati insomma ai livelli degli investimenti pubblicitari del 1991.

Le conseguenze di una tale crisi sono naturalmente pesanti anche per l’occupazione che registra contrazioni sia per i giornalisti che per i poligrafici.

Internet è l’unico mezzo che registra dati positivi. Gli investimenti pubblicitari qui sono saliti del 5,3% passando da 631 a 664 milioni di euro nel 2012. “I ricavi da editoria online delle imprese editrici di quotidiani sono in costante crescita – ha sottolineato Anselmi – e nei gruppi di maggiori dimensioni la loro incidenza sul fatturato complessivo ha superato la soglia del 5,5%. Nel gennaio di quest’anno sono partite le rilevazioni della diffusione delle cpie digitali di quotidiani e periodici e i primi dati disponibili, mostrano una vendita di copie digitali già significativa”. Tuttavia, è proprio sul web che il presidente della Fieg ha voluto insistere per uscire dalla grave situazione che riguarda il settore dell’editoria. Un nuovo modello che integri tutti i media e la multimedialità diventi la parola d’ordine per garantire libertà di stampa e pluralismo d’informazione. Nel suo discorso il Presidente Fieg si è rivolto al Governo (discorso completo su Media Duemila) che deve spostare le risorse dai contributi agli incentivi che favoriscano l’innovazione, l’alfabetizzazione e gli investimenti pubblicitari, oltre che l’occupazione e la tutela del diritto d’autore perché sostenere un settore strategico per l’economia diventa rilevante per superare la crisi dell’intero mercato.

Giovanni Legnini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria è intervenuto per sottolineare come sia importante stabilire progetto e obiettivi del Governo per reperire quindi le risorse necessarie alla loro realizzazione. “Il tema delle risorse può essere affrontato muovendosi dentro il perimetro del comparto dell’editoria dove ci sono i segni più e si potrebbe utilizzare in tempi rapidi il veicolo normativo costituito da quel tentativo di riforma che andava grosso modo in questa direzione di cui il primo firmatario era l’onorevole Ricardo Levi”. Questo disegno di legge, secondo Anselmi, già approvato dalla Commissione Cultura della Camera contiene la salvaguardia parziale degli aiuti diretti, un sostegno all’innovazione e all’occupazione. Senza dimenticare il sostegno alla domanda per la sottoscrizione di abbonamenti digitali a quotidiani e periodici contenuti anch’essi nel disegno di legge, come ha dichiarato lo stesso Levi alla stampa.

Livia Serlupi Crescenzi
media2000@tin.it
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