Il Mattino Alessandro Barbano
Il Mattino Alessandro Barbano

Edizioni online già a partire dalla mezzanotte, questa la novità del Gruppo Caltagirone. Gli abbonati hanno la possibilità di leggere la nuova edizione con l’arrivo del nuovo giorno. Una scelta per ora unica nel mercato editoriale italiano. Media Duemila ne parla con Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino, primo quotidiano del Mezzogiorno che implementa i servizi in Rete. In alcuni momenti l’utente già dalla 23.45 ha a disposizione la nuova edizione che intanto va alle rotative.
Come nasce questo progetto?
“Le tecnologie servono ad accelerare la diffusione della conoscenza, noi del Gruppo Caltagirone, valutata la possibilità di diffondere il giornale immediatamente dopo la chiusura redazionale, abbiamo deciso di diffondere le nuove edizioni dei quotidiani su tablet e pc allo scoccare della mezzanotte, o anche poco prima. Il Mattino è letto dai napoletani all’estero, con questa nuova strategia sfruttiamo al meglio la differenza dei fusi orari– ad esempio di 6 ore con New York – ed offriamo un’occasione unica ai nostri utenti oltreoceano. In il lettore campano abituato all’iPad – la cui fidelizzazione è in netta crescita – può sfogliare l’edizione digitale, anche a mezzanotte, una nuova opportunità”.
Come sono i primi risultati ottenuti?
“L’impatto è positivo, i primi risultati incoraggianti. L’iniziativa non toglie nulla alla fidelizzazione cartacea. L’unico inconveniente è per noi direttori: cominciamo a registrare lamentele già durante la notte. Scherzi a parte, è evidente che viviamo un territorio dove l’impatto tecnologico è più lento che in altre parti d’Italia, anche dal punto di vista della diffusione della banda larga. Viaggiando dla Roma-Napoli in treno, non è sempre possibile beneficiare di connessione internet 3g, i servizi Wi-Fi ferroviari praticamente non esistono, in alcuni tratti non si può nemmeno telefonare per mancanza di copertura rete. Siamo un Paese a due velocità. Se in Italia la diffusione dei prodotti digitali e multimediali è ancora lenta, nel nostro territorio è ancora più ridotta, anche se in crescita”.
Quale può essere, oggi, il ruolo della Rete per i quotidiani?
“Preferisco riferirmi a quello che saremo tra 10 anni. In Italia, oggi, siamo 15 milioni di utenti sulla Rete, la prassi diffusa ancora del prodotto gratuito anche se la immagino come transitoria è penalizzante per il mondo dell’editoria. È importante guardare in prospettiva e soprattutto laddove la Rete è arrivata prima. Ad esempio negli Stati Uniti, dove i principali giornali americani offrono le proprie edizioni digitali a pagamento”.
Quale potrebbe essere la prossima sfida per l’editoria e il web?
“La ricongiunzione tra carta e internet, sicuramente, è la vera sfida. Ormai è fallito il tentativo di pubblicare le notizie su internet e gli approfondimenti su carta. Questo tipo di differenziazione non può esistere, perché sul web c’è la possibilità di spazi – e dunque approfondimenti – infiniti. In concomitanza con l’accesso diffuso l’asimmetria tra gratis e pagamento andrà a ricomporsi. A quel punto la Rete sarà una realtà, non più una prospettiva, di sostentamento finanziario e di sviluppo per tutti. Oggi il web rappresenta ancora una bella prospettiva per iniziare a correre; poi arriveremo lì, e chi ha seminato di più raccoglierà i suoi frutti”.
L’esempio per l’editoria italiana è sempre negli Stati Uniti?
“Abbiamo l’esempio del New York Times, che perde con la raccolta pubblicitaria su carta, ma guadagna grazie agli abbonamenti su internet che hanno superato i 700mila. I quotidiani italiani, invece, hanno 300mila lettori a pagamento, ma addirittura 3 milioni di utenti gratuiti, una disparità notevole da gestire nella maniera giusta così da consentire, in futuro, il sostentamento a tutti i grandi quotidiani, cioè quando il mercato internettiano per l’editoria diventerà a pagamento. Grazie agli abbonamenti, il guadagno sarà diretto, ma gli introiti aumenteranno indirettamente: quando il sistema risponde al mercato, si qualifica, e il veicolo pubblicitario diventa più utile, meno dispersivo e non più generico. È una fase transitoria, disomogenea, ma guardando ai mercati stranieri è evidente che anche in Italia la prospettiva di guadagni per l’editoria grazie alla Rete ci sarà. A quel punto, però, noi avremo un mercato selezionato e qualificato. La prospettiva è questa, e credo che i tempi non siano molto lontani”.

Dario Sautto
media2000@tin.it