Quattro milioni di euro all’EIT DIGITAL, centro di ricerca europeo con sede italiana a Trento. La nuova tranche di finanziamenti permette al polo di ricerca di guardare ai prossimi 7 anni con fiducia e soprattutto concretezza per quanto riguarda il piano di trasformazione digitale del Vecchio Continente. Lo spiega Willem Jonker,direttore generale del gruppo che comprende 9 nodi in tuta l’Europa. A bruselles il 12 aprile la riunione annuale hapermesso  ai giovani che parteciano alprogramma di incontrarsi ed agli ospiti di capire più a fondo le attività di EIT DiGITAL. “Nel 2010 avevamo 30 partner, oggi 130. Gli investimenti sono passati da 19 milioni di euro nel 2010 a 300 milioni di euro nel 2015  – racconta Jonker- . Abbiamo registrato oltre 300 attività di innovazione, con 3cixty, Mobile Shield, Trusted Cloud, e Fit2Perform per un totale di più di 50 prodotti e servizi, 80 trasferimenti di tecnologia e la creazione di 35 startup/spin-offs. Il nostro nodo europeo EIT Digital è un acceleratore paneuropeo che ha sostenuto circa 200 aziende. La crescita media annua dei ricavi di startup sostenute nel 2015 è stata del 94%. La valutazione stimata di tutte le startup ammesse al programma ha superato la soglia di 1 miliardo e impiegano complessivamente più di 2.000 persone. Oltre 1500 studenti studiano in uno dei tre programmi di educazione digitale. Organizziamo più di 1000 manifestazioni che si svolgono in tutta Europa per mobilitare la comunità digitale. Operiamo in 9 sedi europee e stiamo per aprire nuovi centri anche nell’Est. In Italia Trento ha fatto da apripista, da quest’anno abbiamo una sede a Milano e presto anche nel Sud”.
Cosa manca all’Italia per vincere la sfida digitale sono gli investimenti: “In Italia è difficile trovare sostegno economico – spiega Jonker –. Mi sono stupito di costatare la differenza di attitudine nella comunità italiana a San Francisco, lì abbiamo gente attiva pronta a scommettere sui giovani. In Francia succedono molte cose anche se sono poco conosciute. Londra e Berlino sono il cuore pulsante dell’innovazione, quello che conta è la cultura del posto. In Svezia ad esempio i ricchi investono nell’ecosistema. Sono pochi coloro che realizzano un guadagno e poi si ritirano”.
L’innovazione dipende anche dalle caratteristiche e attitudini diverse in ogni nazione europea.
Intanto secondo gli esperti di EIT DIGITAL la prossima sfida e le opportunità arrivano da:

• Città Digitali: migliore qualità della vita urbana (compresa la sicurezza e la mobilità) grazie a cittadini connessi e informati.
• Industria Digitale: competizione globale dell’industria europea nella fornitura di beni e servizi personalizzati a costi di produzione di massa.
• Benessere digitale: migliore qualità della vita e cura sostenibile attraverso l’utilizzo di soluzioni digitali per prevenire e far fronte a problemi di salute.
• Infrastruttura digitale: accesso alla portata di tutti i cittadini europei e le imprese ad alte prestazioni, infrastruttura digitale sicura.