Quando si guarda la Gran Bretagna oggi, prevale l’immagine di una sola forza ‘reale’: Elisabetta II. La regina del Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord, nel settembre 2015, ha superato per numero di giorni il regno della sua ava, la Regina Vittoria, passando alla storia come il sovrano più duraturo della storia della Corona britannica.

Nel suo lunghissimo regno, la Regina è stata più volte oggetto e soggetto di critiche, da una parte per le decisioni prese all’interno della casa reale e dall’altra per la rilevanza politica mantenuta. Inoltre, la personalità di Elisabetta II, nata nel 1926, ha più volte incuriosito per il suo elegante temperamento e la sua risolutezza che hanno caratterizzato la cosiddetta “età elisabettiana”.

La vita di Elisabetta ha alimentato biografie e studi politici e sociali, perché da sempre rappresenta un intreccio tra modernità e classicità, elementi con cui si rapportano i sudditi del regno. Tutte queste caratteristiche sono incluse e riprese dal giornalista Francesco De Leo nel libro Elisabetta II Regina (Aracne Editrice, 192 pp.).

De Leo, un esperto impegnato da anni nello studio delle monarchie, con le sue pagine fa conoscere al lettore il trascorso e lo spessore intimo della Regina, che è stata autrice e attrice dei mutamenti sociali e politici di un Paese che, ora, mette in discussione l’appartenenza all’Ue. Una prefazione del saggista Brian Hoey, già autore di 26 libri sulla famiglia reale britannica, della prima guida ufficiale di Buckingham Palace e usuale commentatore televisivo di eventi riguardanti la Corona, apre il libro.

Splendide e minuziose sono le descrizioni delle esperienze di Elisabeth Alexander Mary vissute sino al momento della sua incoronazione, il 2 giugno 1953. L’autore, infatti, racconta incisivamente come la futura Regina sia diventata un po’ un’icona pop: è stata la chiave di cambiamento del Paese e della famiglia reale, rimanendo salda nel cuore del suo popolo, ma non solo.

Un volume fitto di storie, che si inseriscono in un’infanzia e adolescenza un po’ lontane dai comuni cittadini britannic, ma sempre ben dentro le dinamiche globali del Novecento: la crisi economica, il conflitto mondiale, l’entrata in Europa, il conflitto in Irlanda, la morte di Lady Diana, la massiccia immigrazione culturale e sociale e l’instabilità dei nostri giorni. E’ anche raccontato il rapporto conflittuale con il padre, la cui morte ha profondamente segnato la Regina che, nonostante tutto, si è sempre presentata al pubblico con temperamento solido e forte.

Dentro il libro c’è la passione e l’ammirazione storica e personale che lo scrittore ha per la sovrana. In chiusura, c’è una conversazione esclusiva dell’autore con l’ex presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, il quale non ha mai fatto mistero della propria stima e amicizia nei confronti della Regina e le si professa debitore “per il contributo decisivo che (la Corona e la famiglia reale britannica) hanno dato all’esperienza drammatica del Regno Unito nella Seconda Guerra Mondiale e alla vittoria”.

Tra i due è stata superata la distanza formale del classico interscambio tra capi di Stato. Lo testimonia una lettera acclusa al libro e scritta da Elisabetta il 23 dicembre 2014: la Regina, che si firma in calce “la sua buona amica”, appreso delle dimissioni di Napolitano, ci tiene a comunicargli la sua ammirazione per il modo in cui “ha servito il suo Paese per tanti anni con senso del dovere e fedeltà, in tempi difficili come in tempi gratificanti”.

Un lavoro esaustivo, ordinato ed elegante che catapultaa il lettore nei meccanismi decisionali ed emotivi di una Donna che da sempre affascina i cittadini di tutto il mondo.

Francesco De Leo, Elisabetta II Regina, Aracne Editrice, settembre 2015, 192 pp., 15 €