“Esortiamo la classe politica italiana a reagire con fermezza ed invitiamo le autorità a proteggere efficacemente i media nel loro lavoro sul campo”. Reporter Senza Frontiere (Rsf) ha lanciato un appello a seguito degli attacchi a nove giornalisti nel corso delle proteste contro le misure anti-Covid. I cronisti sono stati presi di mira dai manifestanti in diverse città italiane.

A Bologna il giornalista de La Repubblica Valerio Lo Muzio è stato attaccato da manifestanti di estrema destra durante una protesta il 30 ottobre. Lo Muzio è stato circondato e minacciato ed è stato costretto a fuggire. A Genova insulti e lancio di bottiglie contro i giornalisti il ​​26 e 28 ottobre, al punto che la polizia ha chiesto loro di interrompere le riprese e di allontanarsi.

A Palermo dopo l’ordinanza regionale che ha istituito il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino, sono stati registrati diversi attacchi a giornalisti. La giornalista di Rai Sicilia Raffaella Cosentino e il suo cameraman sono stati definiti “terroristi” e minacciati. Altre due proteste si sono svolte pochi giorni dopo. La prima ha riunito esponenti di Forza Nuova e negazionisti della pandemia, sfociata in scontri con le forze dell’ordine. Il giornalista Vincenzo Frenda e il cameraman Ninni Farina del Tg2 sono stati minacciati da uomini che hanno rubato il microfono. Durante la seconda manifestazione, organizzata dai centri sociali, un cameraman di un’agenzia di Mediaset, Michele Schillaci, è stato ferito da un petardo.

A Napoli una manifestazione contro il coprifuoco istituita il 23 ottobre in Campania è degenerata in scontri contro la polizia. Il giornalista Paolo Fratter e i cameramen Vincenzo Triente e Fabio Giulianelli di Sky Tg24 sono stati spinti e picchiati dai manifestanti.

“In una crisi sanitaria, economica e sociale di questa portata – ha detto Pavol Szalai, capo dell’ufficio Ue/Balcani dell’Rsf – i giornalisti devono essere in grado di lavorare sulla situazione. I media sono l’obiettivo di una violenza sistematica che aumenta giorno dopo giorno. Chiediamo a tutti i politici italiani di condannare fermamente questi attacchi e alle forze dell’ordine di fornire una protezione reale e costante ai giornalisti sul campo”.

L’Italia non è l’unico Paese in Europa colpito da questo tipo di violenza contro la stampa. In Austria, il 26 ottobre, i giornalisti sono stati minacciati e aggrediti a Vienna davanti alla polizia impassibile. In Germania, manifestanti si sono riuniti a Berlino il 25 ottobre e hanno minacciato i giornalisti. Segno di un’atmosfera sempre più deleteria per la stampa, il canale pubblico olandese Nos è stato costretto, il 15 ottobre, a rimuovere il proprio logo dai propri veicoli ufficiali, a seguito di ricorrenti minacce e attacchi verbali all’azienda.