ENI gas e luce, la controllata del Gruppo ENI che si occupa della fornitura di luce e gas, compie una straordinaria operazione di rebranding. È la prima volta che l’Ente Nazionale Idrocarburi, operante in Italia dal 1953, effettua un cambiamento così radicale tanto da modificare il proprio nome in Plenitude. Questa epocale rivoluzione è orientata verso una maggiore sostenibilità e rispetto per l’ambiente dell’intero gruppo ENI. Infatti, oltre alla fornitura di energia, Plenitude si occuperà anche di fotovoltaico, E-mobility e cappotti termici, allargando così in chiave green il pacchetto dei servizi offerti a imprese e cliente retail.

Quali sono le premesse del cambiamento di Plenitude?

La nascita di Plenitude è stata annunciata a novembre 2021 dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che l’ha definita come un un passaggio fondamentale della strategia societaria verso la decarbonizzazione. Sarà prevista anche un IPO nel 2022 che porterà nelle casse della società tra i 9 e i 12 miliardi, utili alla realizzazione dei progetti previsti nei prossimi anni.

Servizi e obiettivi di Plenitude

Le energie rinnovabili sono al centro di Plenitude con il Gruppo ENI che continua ad impegnarsi per la decarbonizzazione della penisola. Per quanto riguarda i progetti nella E-mobility, Plenitude punta a diventare leader del mercato per numero di stazioni installate nel territorio nel 2025. Entro la metà degli anni 20 infatti, la multinazionale italiana punta a triplicare le attuali stazioni di ricarica per veicoli elettrici arrivando a 30 mila stazioni tra centro, nord e sud Italia.

Nel Solare ed Eolico l’obiettivo è ancora più audace. Infatti, entro il 2030 Plenitude punta ad incrementare la produzione da fonti rinnovabili dai 6 Gigawatt attuali a 15 Gigawatt, grazie a diversi investimenti in tutto lo stivale.

Con l’entrata nel settore della riqualificazione edilizia e in particolare con l’introduzione del business dei cappotti termici, Plenitude punta anche alla riduzione degli sprechi energetici, fondamentali specialmente in questo periodo di forti tensioni geopolitiche.

Per quanto riguarda invece il business preesistente Plenitude non fermerà l’espansione delle forniture luce e gas ma prevede un incremento di utenze con l’acquisizione di circa 5 milioni di nuovi clienti.

Questo prevederà non solo una crescita di tutto il gruppo ENI ma anche un grande incremento della redditività aziendale che dovrebbe portare l’EBITDA del gruppo dai 0,6 miliardi di oggi ai 1,2 miliardi del 2025.

Il raddoppio dell’EBITDA è una delle armi principali utilizzate da Descalzi per la raccolta di capitali in IPO.

Le premesse ci sono e sono ottime. Ora bisognerà capire, nei prossimi anni, se il progetto Plenitude potrà riportare l’Italia ad essere uno dei leader a livello europeo nel settore energetico.