ErasmusIn questo spazio, siamo abituati a commentare classifiche poco brillanti dell’Italia nell’Unione, e nel Mondo, dal punto di vista –in particolare- delle prestazioni informatiche e/o formative. Leggere, quindi, che l’Italia è quarta in Europa per il numero di studenti che, nel periodo 2012-2013, hanno studiato all’estero grazie al programma di mobilità Erasmus può apparire una boccata d’aria fresca.
In realtà, le ultime statistiche pubblicate dalla Commissione europea sul programma Erasmus situano l’Italia dietro Spagna, Francia e Germania: siamo, cioè, l’ultimo dei Grandi dell’Ue, eccezion fatta per la Gran Bretagna, il cui coinvolgimento europeo è molto tenue. Il nostro 4° posto, insomma, è più un derivato anagrafico che un risultato acquisito per merito e con impegno.
Meglio così, comunque, che vedersi superati dalla Polonia o da qualche Paese decisamente più piccolo, in termini di popolazione. I dati della Commissione sono una miniera di curiosità. Vediamone alcuni, fidandoci della selezione fatta da Viola De Sando su EurActiv.it: la Spagna, 39.249 studenti in uscita, è ‘campionessa di Erasmus’; i francesi sono 35.311, i tedeschi 34.891, e gli italiani 25.805.
Tra le destinazioni predilette dai giovani italiani c’è la Spagna (8.040), seguita da Francia (3.649), Germania (2.715) e Regno Unito (2.296).
A livello europeo, tra il 2011-2012 ed il 2012-2013 il numero degli studenti Erasmus è aumentato del 6%, fino a un totale di 270.000 circa. Gli aumenti più consistenti sono stati registrati a Malta (+40%), Cipro (+36%) e Ungheria (+27%). In Italia, l’incremento è stato superiore alla media, pari al 10%: una tendenza che fa ben sperare per i prossimi anni, adesso che l’Erasmus tradizionale cede il posto all’Erasmus +, edizione riveduta, ampliata e rinforzata del programma simbolo fra i giovani dell’integrazione europea.
Tra i 100 atenei europei che hanno accolto il maggior numero di studenti Erasmus spicca, al 5° posto, l’Università di Bologna, preceduta solo da quattro atenei spagnoli. La Sapienza di Roma, che è spesso citata come la più grande università europea, compare all’8° posto.
Per quanto riguarda la top 100 degli atenei che hanno inviato più studenti in Erasmus, l’Università di Bologna compare al 3° posto, preceduta da due università spagnole, l’Università di Padova spunta al 6°.
Nel periodo 2012-2013 sono aumentati anche i progetti di mobilità rivolti al personale (+13,1%), per un totale di 52.624 scambi. L’Italia, insieme a Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, è tra gli Stati membri che ha accolto il maggior numero di personale in mobilità, per incarichi sia d’insegnamento che di formazione, ma non figura tra i paesi più solerti nell’inviare all’estero il proprio personale. In questo ambito, infatti, dominano Polonia, Spagna, Turchia, Germania e Francia.

Articolo precedenteOTM: nuovo consiglio e presidente. Atelier di Intelligenza Connettiva
Articolo successivoUna storia di viaggi e celiachia
È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.