La Commissione Europea ha avviato i lavori per la definizione di un codice di condotta dedicato alla marcatura e all’etichettatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

Etichettatura

L’avvio dei lavori sul codice di condotta per l’etichettatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale segna un passaggio storico: per la prima volta l’Europa affronta apertamente la questione dell’autenticità nell’era digitale.

Quando le macchine imparano a parlare come noi, il confine tra informazione e simulazione diventa un tema etico e culturale, non solo tecnologico.
Etichettare ciò che è generato da un algoritmo non significa limitare l’innovazione, ma riconoscere la responsabilità dell’uomo nel guidarla, nel darle un senso, nel mantenerne la trasparenza.

È questo il cuore del dibattito che affronteremo a Nostalgia di Futuro 2025: “Il futuro per un’informazione tra uomo e macchina: verso un nuovo linguaggio?”
Un linguaggio che non separa, ma unisce — che nasce dall’incontro tra l’intelligenza artificiale e l’intelligenza umana, con un obiettivo comune: ricostruire fiducia nel sapere e nel comunicare.

AI Act

L’iniziativa  della commissione europea nasce nel quadro dell’AI Act, la nuova normativa europea sull’intelligenza artificiale, che prevede l’obbligo di identificare in modo chiaro i contenuti sintetici, come deepfake, testi generati da IA e altri materiali non prodotti da esseri umani.
Si tratta di una misura cruciale in un momento in cui diventa sempre più difficile distinguere ciò che è autentico da ciò che è artificiale — una sfida che riguarda la fiducia nell’informazione, ma anche la responsabilità etica della comunicazione.

L’AI Act stabilisce specifici requisiti di trasparenza per i fornitori e gli utilizzatori di determinati sistemi di intelligenza artificiale, in particolare quelli generativi e interattivi.
L’obiettivo è chiaro: ridurre i rischi di disinformazione, frode e manipolazione, e al tempo stesso rafforzare la fiducia nell’ecosistema digitale europeo.

Codice

Il processo di elaborazione del codice, inaugurato durante una riunione plenaria a Bruxelles del 6 novembre, sarà coordinato dagli esperti indipendenti nominati dall’Ufficio europeo per l’IA.
Nei prossimi sette mesi, un gruppo di stakeholder provenienti da istituzioni, università, imprese tecnologiche e società civile lavorerà insieme per definire linee guida condivise, basate su una consultazione pubblica e su una call aperta.

Il futuro codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA sarà uno strumento volontario, ma rappresenterà un punto di riferimento per tutti i soggetti coinvolti.
Il documento promuoverà la marcatura dei contenuti sintetici – audio, immagini, video e testi – in formati leggibili dalle macchine, così da permettere la loro identificazione automatica e prevenire abusi.

Il codice aiuterà inoltre chi utilizza tecnologie basate su deepfake o su sistemi generativi a comunicare in modo chiaro la presenza dell’IA, soprattutto quando si tratta di informazioni di interesse pubblico.

Le nuove regole entreranno in vigore ad agosto 2026, andando a completare il quadro normativo europeo per i sistemi di IA ad alto rischio e per i modelli di intelligenza artificiale di uso generale.

 

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Maria Pia Rossignaud
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. II presidente Sergio Mattarella la ha insignita dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Insignita dal presidente Mattarella dell'onorificenza di "Cavaliere al Merito della repubblica Italiana. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista Mobile Century e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.