Un modo non rituale di celebrare il 60° anniversario della firma a Roma, il 25 Marzo 1957 dei Trattati costitutivi delle allora Comunità europee, economica, del carbone e dell’acciaio e dell’energia atomica: giovedì 23, c’è stato il Digital Day, organizzato dalla Commissione europea e dal Governo italiano, sotto gli auspici della presidenza maltese del Consiglio dell’Unione europea.

L’evento, composito e preparato con cura, grazie anche all’impegno del dg della DG Connect, Roberto Viola, è servito a tracciare percorsi europei di adeguamento e innovazione tecnologici e s’è proprio concentrato su come l’Unione possa sfruttare al meglio l’innovazione digitale, per rimanere fedele ai suoi obiettivi originali e migliorare la vita degli europei.

Ministri e rappresentanti delle Istituzioni, dell’industria, dell’università e della tutela dei consumatori si sono riuniti e hanno preso impegni concreti per lo sviluppo digitale stilando due dichiarazioni: sulla costruzione della prossima generazione di infrastrutture informatiche e dati; e sulla mobilità cooperativa, connessa e automatizzata.

Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Al fine di garantire il futuro digitale dell’Europa, gli europei devono possedere competenze digitali. Dobbiamo anche digitalizzare l’industria e fare in modo che i ricercatori e le start-up abbiano accesso ai dati e alle tecnologie d’avanguardia. I trasporti devono essere connessa, come pure la mobilità transfrontaliera in tutta l’Ue. Oggi abbiamo fatto importanti passi avanti per raggiungere questi obiettivi”.

Günther H. Oettinger, commissario europeo per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “La creazione della piattaforma di piattaforme europea è un’importante pietra miliare che ci consentirà di fornire un sostegno tempestivo ed efficace alle nostre industrie, soprattutto alle Pmi. È ciò che serve all’Europa in questo momento. Oggi numerosi Paesi Ue si sono accordati per lavorare insieme ai test sul campo. La cooperazione si focalizzerà su interoperabilità, accesso ai dati, responsabilità e rete 5G. La Commissione europea faciliterà questo processo e continuerà a lavorare con gli Stati membri.”

I risultati delle quattro sessioni affrontate durante il Digital Day sono i seguenti, come li sintetizza un comunicato stampa della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, sottolinenando che “per raggiungere risultati tangibili in tutti questi settori è assolutamente necessario un approccio europeo”.

Sette paesi firmano la dichiarazione sul ‘supercalcolo’, cioè il calcolo scientifico ad alte prestazioni e il relativo ecosistema, che potrà accrescere le capacità scientifiche e la competitività industriale dell’Europa. I ministri di Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna hanno firmato una dichiarazione in cui si impegnano a sostenere la prossima generazione di infrastrutture informatiche e dati. In particolare, la dichiarazione prevede la creazione di un’infrastruttura europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHpc, high performance computing) che sarà messa a disposizione delle comunità scientifiche, dell’industria e del settore pubblico in tutta l’Ue, a prescindere dal luogo d’insediamento.

L’Hpc può rendere più sicure le comunicazioni e le transazioni finanziarie online e contribuire allo stesso tempo alla produzione di energia pulita, con un forte impatto positivo sulla rivoluzione digitale e lo sviluppo sostenibile.

29 Paesi si’mpegnano per la mobilità cooperativa, connessa e automatizzata, che è possibile grazie a tecnologie e politiche digitali essenziali, quali 5G, intelligenza artificiale, megadati, azzeramento dei costi di roaming, standardizzazione, Internet delle cose, copertura di rete. Malta, Estonia, Bulgaria, Austria, Romania, Finlandia, Croazia, Germania, Portogallo, Slovenia, Francia, Repubblica Ceca, Svezia, Spania, Belgio, Ungheria, Polonia, Danimarca, Cipro, Irlanda, Lituania, Grecia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovacchia, Norvegia e Svizzera hanno firmato una lettera di intenti per intensificare la cooperazione sui sistemi a guida autonoma. La Commissione auspica che questo possa agevolare l’introduzione di reti mobili di nuova generazione, il cosiddetto 5G, al fine di avere entro il 2025 una copertura ininterrotta in tutte le aree urbane, le strade principali e le ferrovie d’Europa.

Creare progetti pilota transfrontalieri e affrontare insieme la questione di trasmissione dei dati e responsabilità darà alle industrie europee di automobili, tecnologia e telecomunicazioni il vantaggio di un mercato armonizzato e unificato di 500 milioni di consumatori.

Nasce la piattaforma delle piattaforme per l’industria europea 4.0 e viene lanciata la piattaforma europea delle iniziative nazionali sulla digitalizzazione dell’industria (European Industry 4.0). La piattaforma lanciata oggi dalla Commissione europea riunisce 13 iniziative nazionali esistenti volte a digitalizzare l’industria, ad agevolare la condivisione delle migliori pratiche e a garantire che le misure adottate dagli Stati membri si completino e si rafforzino a vicenda.

Così, ministri, segretari di Stato e leader dell’industria si sono impegnati a collaborare e a lavorare insieme per sostenere la diffusione della digitalizzazione dell’industria in Europa. Nei prossimi cinque anni gli Stati membri, l’Unione europea e l’industria pianificano investimenti congiunti di oltre 50 miliardi di euro per sostenere la digitalizzazione dell’industria europea.

Si aprono nuove opportunità per i giovani nel nuovo mercato del lavoro che comporta la necessità di riqualificare le risorse umane europee alla luce della quarta rivoluzione industriale data dal potere di trasformazione dell’intelligenza artificiale, dei megadati, dell’Internet delle cose, delle comunicazioni mobili e delle tecnologie di codifica a blocchi concatenati.

La Commissione europea ha annunciato oggi l’intenzione di avviare un progetto pilota per dare a circa 6.000 giovani laureati l’opportunità di svolgere un’esperienza lavorativa digitale nel periodo 2018-2020. Si tratterà di tirocini retribuiti della durata di 4-5 mesi, indirizzati a studenti di tutte le discipline negli ambiti maggiormente richiesti da piccole e medie imprese. I tirocini si concentreranno su competenze tecnologiche quali cybersecurity, intelligenza artificiale, tecnologia quantistica, megadati e aree più generiche come web design, marketing digitale e sviluppo software.

#EU60

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.