Lo scorso 6 marzo a Bruxelles, quindici governi UE dell’European Economic Area (EEA) tra i quali anche l’Italia, e sessantasei aziende leader, tra cui la multinazionale elvetica Nestle,  hanno varato un accordo decisivo  (European Plastics Pact) lanciato da Paesi Bassi, Francia e Danimarca, teso ad accelerare la transizione verso un’economia circolare della plastica per porre fine entro il 2025, alla dipendenza dalla plastica vergine prodotta da combustibile fossile non rinnovabile. Tra i paesi aderenti anche il Regno Unito, il Portogallo, il Cile ed il Sud Africa. L’obiettivo è volto ad assemblare i governi e le imprese che assumano un ruolo di “leadership” per l’implementazione di strategie innovative volte alla riduzione e alla gestione di plastiche non biodegradabili. I punti fermi riguardano il potenziamento di prodotti in plastica monouso riutilizzabili e riciclabili, la riduzione di imballaggi e di prodotti di plastica vergine di almeno il 20 %, il rafforzamento dei sistemi di raccolta, di selezioni e di riciclo del 25 % al fine di ottenere un 30% di peso di plastiche riciclate per azienda. Ogni paese aderente non soltanto si impegna oltre l’attuale legislatura, a monitorare gli sviluppi degli accordi sanciti, ma anche ad attuare nel proprio Paese delle strategie che aiutino l’economia circolare ad affermarsi attraverso una politica fiscale e di sensibilizzazione, assieme ad un piano di messa a punto di infrastrutture finalizzato ad aumentare la capacità di raccolta e il corretto riciclo di tali rifiuti. Da quando nel 2018 la Cina ha imposto il divieto di importazioni dei residui plastici, è stata registrata una considerevole riduzione dei livelli di inquinamento nel continente asiatico, anche se più di 1.300 tonnellate di rifiuti in plastica (secondo un’indagine di Greenpeace) vengono “scaricati” dall’Italia alla Malesia in impianti privi di autorizzazioni o abbandonati all’aperto senza alcuna tutela per l’ambiente o la salute umana. La Nestle, che rappresenta la multinazionale che produce più plastica vergine nel settore alimentare invece del riutilizzo di quella riciclata, ha anche annunciato un investimento di oltre 1,5 miliardi di franchi svizzeri  per incentivare l’utilizzo di quest’ultimo materiale di reimpiego. La coalizione European Plastics Pact rappresenta un notevole passo avanti rispetto all’obiettivo di conseguire anticipatamente la cosiddetta neutralità carbonica prima del 2050.