No alla censura, sì a indagini conoscitive e progetti di educazione civica digitale: l’istruzione e la formazione prima soluzione strutturale al problema delle fake news. Sono questi gli impegni assunti nelle scorse ore da Laura Boldrini, presidente della Camera, e Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, nell’ambito del convegno “#BastaBufale. Impegni concreti”. L’incontro, voluto proprio dalla presidente Boldrini, si è tenuto nei giorni scorsi presso la Sala Regina della Camera dei Deputati: l’obiettivo era quello di condividere proposte operative per combattere le fake news che circolano soprattutto sul web e che starebbero minando il concetto stesso di democrazia.

“Le bufale – ha sottolineato Boldrini, finita nel mirino di una notizia falsa nei giorni scorsi riguardante sua sorella – mettono a rischio il diritto fondamentale di tutti i cittadini di essere informato correttamente. In questo non c’è alcuna volontà di censura. Al contrario, censurare sarebbe stato nascondere la gravità del problema. Non è certamente censurare accendere i riflettori su una questione che riguarda tutti noi”.

A condurre i lavori l’attrice Geppi Cucciari. Il convegno ha rappresentato la tappa conclusiva di una serie di tavoli di lavoro tematici che si sono tenuti, sempre a Montecitorio, il 21 aprile scorso e che hanno permesso a 39 organizzazioni ed esperti di confrontarsi sul tema. Al termine di #BastaBufale sono state premiate le scuole vincitrici del concorso “Bufale in rete: come riconoscerle!”, bandito dalla Ibsa Foundation for scientific research e dall’Istituto Pasteur Italia.

“Per riconoscere e combattere le fake news – ha continuato Boldrini – dobbiamo lanciare l’anno prossimo un grande progetto di educazione civica digitale che coinvolga le istituzioni, il ministero, le aziende, i social media, rivolto al mondo della scuola. La commissione parlamentare Internet presto avvierà unindagine conoscitiva sulle fake news, su come nascono e come vengono diffuse in rete”.

“La diffusione incontrollata di notizie false – ha poi sottolineato la Ministra Fedeli – è capace di danneggiare gravemente privati e aziende, influenzare l’opinione pubblica su temi importanti come la salute e la sicurezza, condizionare la politica, distruggere la reputazione di figure pubbliche, annientare la complessiva capacità della società di attribuire fiducia e credibilità, che sono fattori decisivi per la coesione di una comunità. Abbiamo gradualmente perso l’abitudine a distinguere tra fonti autorevoli e non. La costruzione e diffusione di storie è sempre più emotiva e sensazionalistica.

La rabbia sociale ha trovato nella rete e nei social uno spazio sfogatoio, lasciando prevalere storie al negativo, cancellazione delle opinioni differenti, discorsi d’odio. Internet ha già cambiato profondamente, e sta continuando a farlo, il modo in cui comunichiamo, ci informiamo, condividiamo conoscenze e conoscenza, con una scala e una velocità che non hanno precedenti e che stanno rivoluzionando lo stesso approccio cognitivo e percettivo del mondo. – ha spiegato Valeria Fedeli – In questo quadro l’educazione è la prima soluzione strutturale al problema”.

Tre gli asset fondamentali su cui ripartire gli sforzi da mettere in campo: Piano Nazionale Scuola Digitale e avvisi Pon con 80 milioni di euro dedicati alle competenze per la cittadinanza digitale; il progetto coordinato dal Miur “Generazioni Connesse”, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “Connecting Europe Facility”; un progetto di informazione, comunicazione e sensibilizzazione civica rivolto a tutte le scuole realizzato da Miur e Camera dei Deputati per l’anno scolastico 2017/2018.

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