“La scuola digitale incontra il Paese”. Innovazione  e  sistema educativo: 20 miliardi alle scuole per il progetto periferie creative, 2,5 milioni per costruire spazi innovativi,  laboratori professionalizzanti in chiave digitale.
“Con 140 milioni permetteremo ad ogni scuola superiore di innovare in chiave digitale i propri indirizzi caratterizzanti e professionalizzanti. Dall’agrario all’alberghiero, passando per la moda, la meccatronica, la chimica o l’odontotecnica, ogni indirizzo scolastico sarà accompagnato per affrontare la digitalizzazione con un approccio 4.0 – dice Valeria Fedeli -. È la convergenza tecnologica a creare grandi sfide e grandi opportunità e ogni professione, che nasce o che evolve, sarà influenzata da questo paradigma”.
“Le scuole del primo ciclo ci hanno fatto richieste precise. In assenza di personale dedicato, vogliono essere aiutate ad accompagnare la digitalizzazione. Vogliamo rispondere a loro con la massima concretezza, attraverso due azioni. Con un investimento di 5,7 milioni di euro, diamo 1.000 euro a tutte le scuole del primo ciclo, quale fondo per l’assistenza tecnica, mentre con 15 milioni completiamo il percorso per portare il registro elettronico ad ogni classe della scuola primaria e media.
Dare alle scuole gli strumenti giusti significa prima di tutto semplificare la vita a scuole e famiglie e rendere la comunicazione tra queste efficace e trasparente. Insieme al Team Digitale della Presidenza del Consiglio e ad AGID e grazie al sostegno del Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale Diego Piacentini, che ringrazio pubblicamente, questa azione di semplificazione avrà due gambe aggiuntive.
Entro novembre, daremo alle scuole gli strumenti per innovare la propria comunicazione, con siti web aperti e costruiti sulle esigenze della comunità scolastica tutta, per valorizzare l’identità di ogni istituto, l’offerta formativa, la didattica e i rapporti con il territorio, e per mettere al centro le studentesse e gli studenti e le loro produzioni. Cominciamo dalla comunicazione della scuola per cambiare la narrativa.
A questo si aggiunge il lavoro per un sistema informativo del MIUR solido e moderno, aperto all’interazione con applicazioni esterne; un sistema di identità digitale per tutti, studentesse e studenti inclusi; una migliore circolazione dei dati della scuola. Un sistema, soprattutto, che faccia risparmiare molto tempo delle scuole”.
questi i punti salienti e verificabili mese per mese del discorso di Valeria Fedeli, all’incontro del 26 luglio dove la ministra ha anche precisato: ” Solo due anni fa, i numeri evidenziavano una storia molto diversa. Una scuola che vedeva solo le briciole degli investimenti in innovazione e un rapporto OCSE che raccontava un’Italia indietro di 15 anni in fatto di digitalizzazione. Una grossa fetta di questo divario è ora stata colmata, con coraggio e determinazione. Ma il lavoro non è finito.”
L’obiettivo è colmare i divari rimasti, in maniera mirata, andando ad investire dove è più necessario, consolidare gli investimenti più importanti, come quello sulla formazione dei docenti e investire sulla comunità del Piano Nazionale Scuola Digitale e sugli innovatori che trainano tutta la comunità scolastica. Valeria Fedeli vuole  creare un ecosistema di innovazione attorno alla scuola, per avvicinare definitivamente scuola e mondo dell’innovazione. Antonello Giacomelli  presente illustra poi il progetto Piano Banda Ultra-Larga.
Si parla anche e finalmente di competenze  che la ministra definisce “nodo centrale di tutto il nostro investimento”.
“Tra il 60 e il 75% delle scuole sta lavorando su cittadinanza digitale, pensiero computazionale, robotica e creatività digitale. E molte altre inizieranno a settembre, grazie agli 80 milioni di euro investiti a valere sui fondi strutturali –  sottolinea la ministra nel suo discorso -. Programma il Futuro e Generazioni Connesse sono due esempi di partenariato di grande successo. I dati dell’Osservatorio Assinform lo dicono chiaramente: la base di studentesse e studenti con competenze digitali adeguate e che accede a università e lavoro sta aumentando, sulla scia dei nostri primi investimenti. Ora è tempo di affiancare a questo un investimento in profondità sulle competenze più importanti, anche in ottica Industria 4.0”.
Il 15 settembre parte un gruppo di lavoro con le migliori e i migliori esperti del Paese per rivedere le indicazioni nazionali e intervenire su cosa le nostre studentesse e i nostri studenti studiano a scuola.
Finalmente si parla di Educazione Civica Digitale: “Un kit di attività, un percorso di formazione e una campagna di comunicazione pubblica per accompagnare da ottobre le attività di ogni classe e portare a sistema tutte le iniziative”. Ed anche di Pensiero computazionale strutturale, di  STEM nelle scuole medie, con particolare attenzione alle ragazze e di produzione di conoscenza nell’era digitale che è molto fluida e “mette a dura prova la nostra capacità di riconoscere e misurare l’autorevolezza dei contenuti online dice Valeria Fedeli -. È giusto utilizzare meccanismi e piattaforme moderne ed efficaci, che accolgano, dove possibile, prodotti della creatività collettiva o degli utenti della rete, ma mai deve perdersi la bussola della qualità, con contenuti adeguati, scientificamente solidi e autorevoli.
Vogliamo rendere disponibile un’offerta di contenuto gratuitamente per ogni studentessa e ogni studente già durante il prossimo anno scolastico: perché l’accesso alla cultura è un diritto fondamentale e non deve rappresentare una prima fonte di divario sociale”.
La Formazione di qualità diviene esigenza universale, espressa sia da chi è dentro la scuola che da chi lavora insieme alla scuola. Per fare questo, investiremo sugli snodi formativi esistenti combinando due investimenti strategici.
Il primo, infrastrutturale, per creare almeno 18 luoghi (uno per regione) altamente innovativi, dove realizzare la migliore formazione pratica, con tecnologie all’avanguardia per sperimentare tutte le opzioni dell’innovazione didattica.
Il secondo, di contenuto, per finanziare fino a 18 centri di competenza sull’innovazione educativa, anche in partenariato con università, ricerca ed enti di formazione, che producano i migliori contenuti per il sistema.
Questi centri lavoreranno su tutti i temi del digitale, ma daranno particolare attenzione a due aspetti: fornire ad ogni docente gli strumenti concreti per portare metodologie innovative in classe e sviluppare le competenze di leadership educativa che servono al nostro sistema.
Come per i competence center di Industria 4.0 abbiamo bisogno di dare struttura permanente al sistema della formazione, senza per questo diminuire il protagonismo delle scuole.
Per dare gambe a tutto questo poi, metteremo in tutto 25 milioni per finanziare la fase 2 della formazione sull’innovazione digitale in ogni scuola.
6. Investire sulla comunità degli innovatori della scuola
Il 12 settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, partirà la community online per gli innovatori della scuola. Sarà inizialmente disponibile per 40.000 persone (animatrici e animatori digitali, team per l’innovazione, presidi), poi successivamente aperta a tutti.

L’idea di investire su uno strumento di questo tipo ha la valenza di dare finalmente alla scuola i migliori strumenti per collaborare e innovare.
Bonus. Lo stakeholder club della scuola digitale.
Vengo, infine, alle azioni che rappresentano il senso di questa giornata: fare squadra, lavorare insieme per l’innovazione della scuola, anche uscendo dalla nostra zona di comfort.
Collaborare infatti significa questo: mettersi in gioco e sfidare i propri limiti.

Il 19, 20 e 21 ottobre infine, secondo compleanno del Piano Nazionale Scuola Digitale  nuovo incontro per rilanciare ancora l’innovazione nella scuola.