Guardare il mondo da un’altra angolazione
Melissa Ferretti Peretti (VP and Country Manager Google Italy), apre l’evento Google: “INFORMAZIONI. Come Cercavamo, come cercheremo”, organizzato nella Giornata nazionale del Made in Italy, con una metafora potente: quella della fotografia.
La fotografia, spiega, è una delle forme più antiche e profonde di rappresentazione della realtà. Il suo elemento chiave è la prospettiva. Basta cambiare leggermente il punto di osservazione, la luce o la lunghezza focale per ottenere immagini apparentemente simili, ma capaci di raccontare storie completamente diverse.
È proprio questa idea di “rifocalizzazione” che diventa la chiave di lettura del momento attuale.
Doppia rifocalizzazione: Google e il dibattito sull’AI
Secondo Ferretti Peretti, oggi si vive una fase di rifocalizzazione su due livelli.
Da un lato, Google è impegnata a raccontare come l’intelligenza artificiale stia trasformando il cuore della propria attività: la ricerca.
Dall’altro, anche il dibattito pubblico sulla tecnologia sta cambiando. Superata la fase di entusiasmo iniziale, l’attenzione si sposta ora sugli impatti concreti e misurabili dell’AI: benefici reali, effetti sul lavoro, applicazioni pratiche.
Competenze: il vero punto di partenza
Per cogliere le opportunità della trasformazione digitale, il primo passo è investire nelle competenze.
Ferretti Peretti ricorda come Google, già dal 2020, abbia avviato programmi di formazione sulle competenze digitali, raggiungendo oltre un milione di italiani: giovani, lavoratori, piccole e medie imprese.
Oggi questo impegno si rafforza con il progetto “AI Works for Italy”, pensato come iniziativa continuativa per diffondere competenze sull’intelligenza artificiale a studenti, lavoratori, imprese e pubblica amministrazione.
Università e futuro del Paese
Il progetto parte dalle università, considerate un investimento strategico sul futuro del Paese.
Grazie a un finanziamento di 2 milioni di dollari da Google.org, l’obiettivo è formare almeno 13.000 studenti universitari prossimi all’ingresso nel mondo del lavoro, fornendo competenze pratiche sull’uso degli strumenti di AI.
Google rafforza inoltre la collaborazione con il mondo accademico, ad esempio con la LUISS, contribuendo a ridefinire l’esperienza di apprendimento legata all’intelligenza artificiale, in qualità di partner tecnologico.
Attraverso Google for Education, già oggi circa la metà degli atenei italiani ha integrato strumenti come Gemini, con oltre un milione di studenti che utilizzano quotidianamente l’AI di Google.
Formazione continua anche per il lavoro
L’impegno non si limita al mondo accademico.
Nel 2025 Google ha messo a disposizione 100.000 corsi e licenze AI, distribuiti tramite università, enti di formazione e organizzazioni sindacali.
A questi si aggiunge il nuovo percorso Google Professional AI, più avanzato e intensivo, che offre anche l’accesso temporaneo a strumenti evoluti come Gemini Pro, con l’obiettivo di favorire un utilizzo concreto e consapevole dell’intelligenza artificiale.
Dalla tradizione scientifica alla ricerca di oggi
Ferretti Peretti richiama poi un riferimento storico: l’Accademia dei Lincei, fondata nel XVII secolo.
I suoi membri aspiravano ad avere uno “sguardo da lince”, capace di cogliere i segreti della natura.
Questa stessa tensione verso la conoscenza, osserva, è alla base della missione di Google negli ultimi 25 anni: rendere accessibile il sapere, permettendo a uno studente in Calabria di accedere alle stesse informazioni di un professore di Harvard, o a una startup italiana di competere a livello globale.
La metamorfosi della ricerca
Il 2025 segna una svolta: la ricerca non è più solo uno strumento, ma diventa un assistente intelligente e personalizzato.
Grazie alle funzionalità avanzate, sempre più orientate agli agenti, sarà possibile non solo ottenere informazioni ma anche delegare azioni, come prenotare servizi o organizzare attività. Le innovazioni introdotte sono numerose: AI Overview; AI Mode; integrazione di Gemini nella Search; Search Live, che consente di interagire in tempo reale attraverso la fotocamera.
Un nuovo modo di fare domande
Cambia anche il modo di fare domande che sono più lunghe, più complesse, più conversazionali. Infatti, non si cercano più semplici parole chiave, ma risposte articolate e contestualizzate.
Inoltre, una ricerca su sei è oggi multimodale, perché combina testo, voce e immagini. Le ricerche visive raggiungono 25 miliardi al mese, con una crescita del 65% anno su anno.
Numeri di una rivoluzione
La ricerca Google registra circa 5 trilioni di query ogni anno.
Eppure, nonostante questa scala, ogni giorno il 15% delle ricerche è completamente nuovo: domande mai poste prima, segno di un continuo ampliamento della curiosità umana.
Verso una tecnologia che ci assomiglia
La trasformazione più significativa, conclude Ferretti Peretti, è che oggi non sono più le persone ad adattarsi alla tecnologia.
Grazie all’intelligenza artificiale, è la tecnologia che inizia a comprendere e parlare il linguaggio umano, rendendo l’interazione sempre più naturale.
Un passaggio che segna non solo un’evoluzione tecnologica, ma anche culturale.
