Festival della Diplomazia: Roma dal 13 al 22 Ottobre 2021.

Un viaggio tra i temi più urgenti dell’attualità, affrontati dalle voci più autorevoli del mondo della diplomazia e della politica italiana e internazionale, con classici incontri dal vivo e in virtuale per 8 ore no-stop quotidiane di approfondimenti, interviste e confronti, insieme a sessioni speciali e retrospettive esclusive, per un totale di 90 ore di full immersion tra comprensione del passato e del presente, riflessione e riprogettazione collettiva del futuro e dei suoi scenari.

Anche quest’anno non mancheranno gli appuntamenti quotidiani con l’approfondimento e l’attualità internazionale, le attività dedicate alle scuole superiori e alle università e gli incontri con i diplomatici internazionali.

Con un percorso che negli anni ha visto il riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica, il supporto del Parlamento e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, di oltre 70 Ambasciate, 10 Università e numerosi partner scientifici, il primo e unico Festival al mondo dedicato interamente alla Diplomazia offrirà anche quest’anno un confronto diretto tra il mondo diplomatico e i protagonisti delle azioni politiche, economiche e culturali globali, coinvolgendo come sempre società civile, imprese, studenti, giornalisti, addetti ai lavori e chiunque voglia scoprire che cosa succede nel dietro le quinte della governance internazionale.

La recente pandemia ha colpito tutto il mondo di sorpresa mettendo in evidenza, fra l’altro, la difficoltà delle nostre società, ma anche degli Stati, ad affrontare e gestire tutto quello che ci appare come imprevedibile. Ciò rende necessaria una approfondita riflessione sui sistemi di analisi dei rischi su cui fare affidamento (risk assessment), sulle fragilità e sui mezzi per metterci in sicurezza. Non parliamo solo di salute e di possibili future nuove epidemie perché il discorso si estende anche a fenomeni epocali quali le migrazioni, le crisi economiche mondiali, il terrorismo, il clima, la transizione energetica, l’innovazione tecnologica e le nuove forme di lavoro. Emergono quindi sia il concetto di shock, che l’urgenza di identificare metodi per generare meccanismi di cambiamento e affrontare in maniera pro-attiva l’inatteso, in qualunque campo esso si presenti.

Non si vuole eccedere in esercizi di futurologia, ma riflettere, a partire da fenomeni già noti e conosciuti, su come rimettersi velocemente in piedi, senza che le situazioni di eccezionalità scatenino principalmente istinti di sopravvivenza e scelte di chiusura, che potrebbero oscurare il principio di solidarietà, tanto più necessario quando si guarda ad alcune aree più svantaggiate del pianeta.

In altre parole, ci si vuole chiedere come andare oltre la pur necessaria resilienza, ovvero l’adattarsi e resistere agli imprevisti, immaginando, anche con l’aiuto delle nuove tecnologie, originali modelli organizzativi della società, del mondo del lavoro, della scuola e della formazione, per la parità di genere, per lo sviluppo e la crescita sostenibili, per la politica, la partecipazione e la vita democratica. Perché l’instabilità che accompagna l’imprevisto, crea un’inevitabile mancanza di sicurezza e di equilibrio che necessita di nuovi assetti, svolte decise, strategie più efficienti e vincenti.

In tanti dicono che dopo questa pandemia tutto non sarà più come una volta, e che guardare al passato come fonte di stabilità rischia di farci scivolare nell’immobilismo. Per un recovery veramente sostenibile, c’è da puntare invece sul bisogno e sulla velocità dei cambiamenti, investendo sulle potenzialità espresse dai giovani e dalle donne, sull’innovazione tecnologica, su nuove forme del lavoro, su modelli di governance che superino la stanchezza della democrazia, sul rafforzamento del multilateralismo. Su quest’ultimo aspetto, non si può non valutare positivamente che questo è un periodo in cui una rinnovata cooperazione internazionale, rafforzata dalla nuova Amministrazione USA, promuove l’interesse a discutere anche di una serie di svolte, realizzabili e auspicabili, che potranno avvenire nel Mediterraneo, in Europa, in Medio Oriente, nei riguardi della lotta ai cambiamenti climatici e a favore dei commerci internazionali.

L’importanza attribuibile al nostro progetto di Public Diplomacy risiede nella capacità di mettere a confronto esperienze e culture diverse, al di qua e al di là dell’Atlantico, per riflettere, discutere ed elaborare una mappatura dei cambiamenti che stanno avvenendo sotto la spinta della pandemia e non solo. In particolare grande attenzione verrà data alla scelta del metodo con cui i Paesi e le grandi Potenze procederanno alla ricerca delle soluzioni per alcuni dei grandi problemi che stanno creando incertezza e instabilità nelle varie parti del mondo: il Metodo dialogante del Multilateralismo o il Metodo impositivo dominante di natura bilaterale, o una combinazione dei due? In questo modo si spera di riuscire a evidenziare alcuni dei paradigmi che sosterranno la governance globale dei prossimi anni e di stimolare le potenzialità, il ruolo e la presa di responsabilità delle giovani generazioni nella partecipazione democratica alla governance del nostro futuro, attraverso la promozione di valori comuni e anche della cooperazione bilaterale.

Come per le precedenti edizioni, un ricco parterre di rappresentanti delle istituzioni internazionali ed europee in primis, politici, accademici, analisti politici e giornalisti italiani e internazionali, oltre a Diplomatici delle Ambasciate, porterà un ampio contributo ai dibattiti in grado di chiarire e spiegare le diverse politiche adottate dai loro Governi.

Il Format della XII edizione del Festival della Diplomazia sarà di tipo ibrido, parte degli eventi si terrà in presenza e parte in virtuale, nel rispetto delle disposizioni governative.

Uno dei 5 i pilastri su cui poggia lo sviluppo dell’intero programma dell’edizione 2021 riguarda la Innovation/Technology e a questo proposito, sperando di potervi incontrare a breve, per discutere insieme della vostra partecipazione al Festival, vi invito a proporre e segnalarci eventuali temi e ospiti e, ove la vos