Giovanni Grasso, il consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha una doppia vita.

Oltre al suo ruolo istituzionale, che esprime con grande professionalità e rigore, è un apprezzato drammaturgo e scrittore – dopo una bella carriera di giornalista politico -, e al suo attivo c’è un ventaglio di diversi romanzi, saggi e documentari a sfondo storico di successo.

Le nostre strade si sono intrecciate in piazza delle Cinque Lune, a un passo di piazza Navona, nel palazzo anni ’30 in  cui c’erano le redazioni della Discussione e del Popolo, dove abbiamo lavorato a fine anni ’80 e primi anni ’90.

Fra piéces teatrali e romanzi, a partire dal 2019, Grasso ha come seguito un filo di riscoperta di vicende della prima metà del ‘900, dando il giusto risalto al caso Kaufmann, a Lauro de Bosis, al tenente Giardina e, nel 2025, con “L’amore non lo vede nessuno”, ha esplorato la profondità dell’amore, nonché l’incoerenza e la complessità dell’animo e dei legami umani. La sua scrittura è pensosa, avvolgente, esplora il visibile e l’invisibile.

Giovanni Grasso è tornato da poco in libreria con un nuovo romanzo: “Finché durerà la terra” (Rizzoli) e immette pennellate d’ironia sorprendenti per noi suoi fedeli lettori, in un romanzo di cui è protagonista Noè Simenoni, un maturo ex seminarista che procede come un funambolo in una vita complicata,  a fare conti che non tornano mai e a fronteggiare certe situazioni generate da una sorella naif e un po’ inaffidabile e da una nipotina gravemente ammalata.

All’improvviso, Simenoni (chiara l’attinenza col cognome del prolifico autore belga Georges Simenon, il papà del Commissario Maigret), si trova paracadutato in una situazione “calda”, arruolato come un James Bond insospettabile al servizio di Sua Santità, per indagare su certi presunti veggenti in Umbria che, millantando apparizioni e messaggi celesti, paiono al centro di un intreccio truffaldino che, in realtà, ha strani burattinai.

Un libro divertente e, al tempo stesso, con un carico di suspense che tiene incollati alle pagine fino alla fine.

Nelle recenti cronache, un caso vagamente simile, a Trevignano Romano, ha riempito tg e programmi di attualità, col consueto copione della Madonnina sanguinante e di apparizioni ultraterrene “rivelate” per rastrellare offerte.

Peccato che da quelle parti non ci fosse un Noè (che nome emblematico!), ma imperversassero solo salotti tv e cronisti d’assalto alla ricerca della rivelazione shock, da dare in pasto a un pubblico facilmente fanatizzabile.

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Annamaria Barbato Ricci
Annamaria Barbato Ricci è una stimata e nota giornalista italiana, free lance e già capo-ufficio stampa alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dei Trasporti e consulente nello staff di Presidenza dell’UNICEF. E' stata coordinatrice e co-autrice della trilogia “Radici Nocerine: la Storia al servizio del Futuro”, e ideatrice de Le Italiane, un libro che racconta 150 anni di Italia al femminile.