Un progetto ambizioso nato ai confini dell’Italia, nei territori transfrontalieri dove le Alpi uniscono il Piemonte alla Francia. Luoghi dove i paesaggi alpini regalano spettacoli di naturale bellezza e offrono un’immensa biodiversità di flora e fauna, ma che purtroppo risentono ogni giorno di più degli impatti del cambiamento climatico. Ecco perché l’obiettivo è di sensibilizzare la coscienza ambientale delle comunità locali del territorio alpino, aumentare la conoscenza degli effetti del cambiamento climatico su queste zone, diffonderne i contenuti ai cittadini per mettere in moto un circolo di comportamenti virtuosi.
Stiamo parlando degli obiettivi posti da “CClimaTT – Cambiamenti Climatici nel Territorio Transfrontaliero”, un progetto avviato ufficialmente nel 2017 nell’ambito del Programma Europeo di cooperazione transfrontaliera Interreg V Francia-Italia (ALCOTRA) in linea con l’Asse II – Ambiente sicuro; CClimaTT è stato cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) per 2.437.917 euro ed ha una durata di tre anni. A partecipare al partenariato oltre alla Regione Piemonte si sono anche il Parco fluviale Gesso e Stura – capofila del progetto e la cui gestione è affidata al Comune di Cuneo–, l’Unione dei Comuni “Colline di Langa e del Barolo”, l’Ente di Gestione Aree Protette delle Alpi Marittime per parte italiana, e i parchi nazionali del Mercantour e degli Ecrins per la parte francese.
Insomma, buona parte del territorio transfrontaliero rientra nella sfera d’azione del progetto ma di questo non c’è da stupirsi. Infatti nelle strategie ambientali nazionali di Italia e Francia l’area alpina è considerata tra le più vulnerabili: le Alpi fanno parte di un territorio che subisce in modo intenso gli effetti del cambiamento climatico e sono tra le zone dove poi si consuma di più in termini di energia. L’idea del progetto CClimaTT è quella di mettere in moto una serie di comportamenti virtuosi capaci di contrastare l’impatto dannoso dei cambiamenti climatici, ma soprattutto di risvegliare la consapevolezza delle comunità locali su quanto proprio loro possano avere un grande potere d’intervento con il quale contribuire allo scopo.
Per questo motivo CClimaTT si articola in tre sezioni tematiche: conoscenza, comunicazione e cittadinanza attiva. L’ambito della conoscenza intende attuare una serie di azioni per attirare l’attenzione sugli effetti dei cambiamenti climatici sui territori del progetto utilizzando degli indicatori, ad esempio le specie di animali e di piante, o le colture viticole, che possono essere di maggior impatto. Dopodiché la comunicazione è fondamentale per diffondere il messaggio e favorire la presa di coscienza, mettendo in pratica delle attività che coinvolgano la popolazione in diversi modi: attività didattiche, giornate informative, bandi, itinerari a tema per incoraggiare l’interesse degli partecipanti. Infine per il tema della cittadinanza attiva alla popolazione vengono forniti degli strumenti materiali e immateriali per far sì che una volta presa coscienza delle problematiche si possa anche sapere come agire per contribuire in modo positivo alla lotta al cambiamento climatico, generando così un circolo di pratiche virtuose.
Tutto questo affinché agire a livello locale possa davvero portare ad un miglioramento globale.
ha collaborato Ilaria Lang

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.