Nello speciale dedicato alla TV del Futuro sul numero 294 di Media Duemila, la Fondazione Ugo Bordoni propone una visione di crescita futura della TV connessa. Tre i fattori chiave da cui dipende, come spiega il presidente FUB Alessandro Luciano. Proponiamo un estratto del documento che si può sfogliare online nel sito di Media Duemila in quanto l’evoluzione del mezzo più amato dagli italiani è certamente un nodo centrale per l’economia del Paese nel momento in cui il servizio pubblico deve rinnovare il contratto e trovare un’identità adatta al terzo millennio.
La convergenza del mondo televisivo con quello di Internet sta spingendo ad una regolamentazione della TV connessa, includendo quanti più aspetti possibile. Dall’Unione Europea, ad inizio anno, è arrivata la comunicazione COM (2013) 231 che ha pubblicato il Green Paper (libro verde) dal tema “Preparing for a Fully Converged Audiovisual World: Growth, Creation and Values” (Prepararsi a un mondo audiovisivo della piena convergenza: crescita, creazione e valori), una proposta per “suscitare un ampio dibattito pubblico sulle implicazioni delle trasformazioni in atto nel panorama dei media audiovisivi”.
La Commissione europea ha iniziato un lungo percorso di regolamentazione, stabilendo i primi punti su cui incentrare la futura regolamentazione della TV connessa. Tra pluralismo e libertà dei media, tutela dei minori, accessibilità e mercato, i primi passi sono stati mossi tra aprile e luglio.
Secondo il CESE (Comitato economico e sociale Europeo) “la promozione dell’interesse pubblico e la salvaguardia degli interessi e dei diritti dei cittadini” dovranno essere i punti fondamentali per costruire la regolamentazione della TV connessa, e aspetti non trascurabili sono “la promozione dell’innovazione e dello sviluppo del mercato, nonché il rispettivo finanziamento”.
Proprio campo dell’innovazione, la Fondazione Ugo Bordoni parla da tempo dell’importanza di “infrastrutture di connettività”. “La crescita futura della TV connessa – secondo Alessandro Luciano, presidente della FUB – non può prescindere dallo sviluppo di tre fattori chiave: la penetrazione della banda larga, la velocità di accesso a Internet e la risoluzione dei contenuti”.
In Italia, con la delibera 93/13/CONS, l’AGCOM ha dato avvio a un’indagine conoscitiva in vista della redazione di un libro bianco dal titolo “Televisione 2.0 nell’era della convergenza”, attualmente in corso di stesura.
Al momento, in Europa quanto nel resto del mondo, gli organismi di regolamentazione dei contenuti audiovisivi, ad ogni livello, si trovano di fronte a un’importante sfida per il futuro: la convergenza tra il tradizionale broadcasting e i contenuti destinati al lato broadband della TV connessa. Invece, i broadcaster hanno di fronte una serie di problematiche riguardanti l’accesso di tipo non discriminatorio alle infrastrutture, gli standard tecnici da utilizzare, le nuove forme di pubblicità da adottare e il modello di finanziamento per la produzione dei contenuti.
Tutto questo, mentre si assiste ad un’accelerazione della diffusione della TV connessa: dalla semplice ricerca di notizie e informazioni alla vera e propria navigazione Web, dalla visione gratuita delle Web TV al “catch up” (riproposizione sul Web del palinsesto lineare già andato in onda) dei broadcaster tradizionali, dal “social network” al noleggio di film e documentari.
In una fase di transizione tra “quel che è” e “quel che sarà” la TV connessa, è essenziale approntare una regolamentazione giusta e non penalizzante, che favorisca sia la diffusione della nuova televisione che l’innovazione tecnologica, salvaguardando gli utenti e incentivando il mercato. Una vera e propria sfida.

Dario Sautto
media2000@tin.it