Nel giro di una settimana, il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha esordito, nel suo nuovo ruolo, in due consessi internazionali, entrambi virtuali: il Vertice dei Sette Grandi, il G7, venerdì 19 febbraio, e il Vertice europeo, oggi e domani. Generi di eventi che Draghi aveva già frequentato, nelle sue vesti di presidente della Banca centrale europea dal 2011 al 2019.

Il tema delle riunioni era, però, inedito per lui: sia il Vertice del G7, sotto presidenza di turno britannica, che il Vertice europeo, sotto la presidenza di Charles Michel, si sono infatti concentrati sulla lotta al pandemia e sul superamento, con i vaccini, dell’emergenza sanitaria, prima e più che sul superamento dell’impatto economico negativo della pandemia stessa.

Il messaggio venuto dei leader dei Sette Grandi è stato chiaro e unanime: dal contagio del Covid-19 non ci si salva da soli, anche i più ricchi vengono devastati dal morbo se l’altra parte del Mondo viene abbandonata a se stessa, senza terapia né prevenzione. Bisogna, quindi, evitare di sottrarsi l’un l’altro i vaccini disponibili e accelerare produzione, distribuzione e inoculazione dei vaccini anche nei Paesi in via di sviluppo.

Alla forza del messaggio del G7, ha contribuito un altro esordiente, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha rassicurato sul ritorno da protagonista del suo Paese sulla scena internazionale, dopo la parentesi disfattista di Donald Trump.

I Sette Grandi hanno raddoppiato i sostegni finanziari ai programmi anti-Covid dell’Oms, Covax e Act-A, portandoli a 7,5 miliardi di dollari (di cui 4 miliardi dagli Usa). Oggi e domani, i leader dei Paesi dell’Ue discutono anche il coordinamento delle misure di contenimento dei contagi.

L’uscita dalla pandemia è condizione essenziale sia per “una ripresa forte, sostenibile e inclusiva” delle economie sia per la tutela dei posti di lavoro. E ci vogliono pure segnali d’ottimismo: di qui, l’appoggio al Giappone, il cui premier Yoshihide Suga era il terzo esordiente di questo G7, perché ospiti quest’estate le Olimpiadi di Tokyo, slittate di un anno, “in modo sicuro e come simbolo d’unità globale nel superare il Covid-19”.

L’Italia condivide il valore della salute come bene pubblico globale, regolato da norme condivise e principi trasparenti: è una priorità nell’agenda del G20, quest’anno a presidenza italiana. Il Vertice del G20 è in programma a Roma il 30 e 31 ottobre: se non dovrà più essere virtuale e potrà puntare più sul rilancio dell’economia che sulla lotta alla pandemia, vorrà dire che gli impegni del G7 non saranno stati vani.

Draghi

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.