di MARIA PIA ROSSIGNAUD –

Non esistono best practise… per affrontare un mondo dove in 24 ore 172 milioni di differenti persone vanno su Facebook, 40 milioni su Twitter, 22 su Linkedin, 20 su Google+ e 17 su Pinterest.  In più  si scrivono due milioni di post nei blog, si mandano e 294 miliardi di email e 864 mila ore di filmati vengono caricati su YouTube. Sono i social ad occupare il maggior tempo della navigazione di noi tutti sui Internet.
L’Osservatorio TuttiMedia ha organizzato il seminario  dedicato a “Gestire Internet, un universo di dati che circola e staziona” sede Upa di Milano, solo per i  suoi soci. Telecom ed Eni hanno trasferito la  loro esperienza, messo a disposizione il loro Know-how ai 30 manager ed imprenditori presenti . Giovanni Iodice (Telecom), ha dato il via alla riflessione “ Non ci sono best practise da seguire. La nuova metafora vede il cervo spavaldo di fronte  al cacciatore. Il cacciatore non è abituato a causa di una tradizione lunga secoli a questo nuovo scenario”. Cosa succede dunque in questo ambiente dove i comportamenti sono totalmente nuovi è quanto l’Osservatorio cerca di capire da 16 anni, fotografando il presente per immaginare il futuro con Media Duemila che riporta ogni evento.
Un caso di successo proposto da Iodice è Pinterest: “ C’era veramente bisogno di questo nuovo social media? In molti non credevano in questa nuova social-adventure e si sono sbagliati clamorosamente”.
Di possibili strategie di successo sul Web parla Massimiliano Spaziali Brunella (Telecom ); “Ogni media, così come ogni social media, va usato secondo caratteristiche precise. Noi monitoriamo Twitter , ad esempio. Appena arriva un tweet con la parola Telecom  scatta l’allerta”.
Di crossmedialità parla Roberto Ferrari (Eni): “E’ determinante perché  permette di conoscere la gente. Oggi  siamo in grado di raccogliere attraverso le piattaforme Internet commenti, critiche ed altro. Ascoltare aiuta a comunicare meglio sui mezzi tradizionali. Si può correggere un messaggio in generale,  ed ancor più importante lo si può fare in tempo reale”.
In conclusione de Kerckhove parla  della nuova teleologia (e non teologia) legata ad una crescita sistematica coerente, correlata, integrata degli effetti dell’elettricità che incontra il telegrafo. “Dal telegrafo al cloud computing (tema protagonista del prossimo incontro 31 maggio a Venezia Future Center Telecom) c’è una continuità fenomenale che passa per la banda larga, la moltiplicazione degli accessi, la distribuzione di dati attraverso la digitalizzazione che rappresenta il momento in cui l’elettricità diventa cognitiva perché  lascia il mondo della distribuzione di energia, e diviene mente.”

Maria Pia Rossignaud

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