Venticinque anni di Agcom ed un quadro normativo completamente da innovare perché l’Italia deve adeguarsi all’Europa. Lo sottolinea il presidente Agcom, Giacomo Lasorella, nella relazione annuale: “…A partire dalla comunicazione “Plasmare il futuro digitale dell’Europa” (Shaping Europe’s digital future) del febbraio 2020, la Commissione europea ha avviato un ripensamento delle norme del mercato interno per i servizi digitali, impegnandosi in una serie di proposte legislative, alcune delle quali ancora in fase di elaborazione o di discussione, altre già approvate o in fase di approvazione definitiva.

Gli obiettivi fondamentali del quadro regolamentare europeo sono la protezione dei consumatori, la tutela dei diritti fondamentali delle persone nello spazio digitale, l’istituzione di un quadro efficace e chiaro con riferimento alla trasparenza delle condizioni di servizio e alla responsabilità delle piattaforme online, la promozione dell’innovazione, della crescita e della competitività all’interno del mercato unico”.

 Il presidente Roberto Fico ha aperto la mattinata dedicata alla sintesi delle attività 2021 dell’Agcom  (il video integrale si può ascoltare a questo link ) ponendo l’accento sul ruolo determinante dell’autorità quale garanzia per la “fruizione di diritti e libertà fondamentali e per il funzionamento della nostra democrazia. Mi riferisco, tra le altre cose – ha detto Il presidente Fico –  alla garanzia del pluralismo, della concorrenza, della libertà di espressione, dell’accesso all’informazione e della sua correttezza, della promozione di un corretto dibattito pubblico in rete, del rispetto da parte dei media della dignità della persona, in particolare delle categorie fragili”.  Ma ha sottolineato, anche, quanto il settore dei servizi Internet e delle piattaforme online sia  stato interessato nell’ultimo anno da un processo di profonda ridefinizione delle regole da parte dell’UE, “che non ha precedenti nel panorama normativo mondiale, e che è destinato a cambiare radicalmente l’intero settore dei servizi digitali”. Il discorso integrale  del presidente Fico è disponibile qui.

Siamo nell’era del Digital Markets Act (DMA) ed anche in quella del Digital Service Act (DSA) che come si legge nella relazione annuale del presidente Agcom: “ha l’obiettivo di aggiornare il regime delle responsabilità per i fornitori di servizi digitali e reca un insieme di obblighi applicabili a tutti  gli intermediari online che forniscono servizi nell’Unione. Il DSA prevede misure di trasparenza per la moderazione dei contenuti, la pubblicità online e i processi algoritmici”.

Il tema complesso delle strategie di disinformazione,  l’esigenza di creare un quadro normativo e regolamentare equo rispondente alle necessità del mercato con l’obiettivo di creare “un level playing field” tra gli operatori tradizionali e gli operatori digitali mette al centro l’Agcom perché il legislatore ha previsto il ricorso a forme di co-regolamentazione e di autoregolazione da realizzarsi tramite l’adozione di codici di condotta, sulla base di linee guida predisposte dall’Autorità.

Siamo nel pieno della transizione che vede un Sud ancora arretrato rispetto alla larga banda, ricavi ridotti per carta stampata “ormai in crisi strutturale da oltre 10 anni”, crescita del settore radiofonico. per quanto riguarda gli indici di ascolto l’Autorità, con la delibera n. 194/21/ CONS, ha varato gli indirizzi in materia di sistemi di rilevazione degli indici di ascolto nel nuovo ecosistema digitale. “Tale delibera ribadisce l’importanza di sistemi di rilevazione fondati su metriche oggettive e condivise, sottolineando il ruolo cardine dei JIC (Joint Industry Committee) quali organismi terzi in grado di fornire una misurazione certificata degli ascolti”. Sulla misurazione  delle audience l?autorità ha in corso “una interlocuzione  con il Consiglio di Utenti Pubblicità Associati (UPA), che, richiamando l’atto di indirizzo di AGCOM, ha presentato specifiche linee guida relative all’integrazione dei sistemi di misurazione delle audience e ha elaborato un importate documento programmatico”.

“L’ obiettivo – conclude il presidente Giacomo Lasorella – è di favorire lo sviluppo di un ecosistema digitale equo, trasparente e non discriminatorio, in cui siano rispettati i diritti di libertà, il pluralismo informativo, la piena concorrenza, la tutela di utenti, consumatori e aziende che operano nel web”.

Obiettivo che noi dell’Osservatorio TuttiMedia condividiamo e sul quale lavoriamo da tempo e dunque saremo felici di collaborare e sostenere il presidente Lasorella e tutti componenti del consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.