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Il punto di Gianni Riotta (direttore Master Giornalismo LUISS) e Carlo Chianura (direttore Master in Giornalismo LUMSA) al seminario: “L’Europa alla sfida della disinformazione: #IA #FakeNews #Giornalismo”

Gianni Riotta (direttore Master Giornalismo LUISS) coglie l’occasione dell’incontro per ricordare che per la prima volta si riuniscono a Roma, alla Luiss, gli Osservatori europei contro la disinformazione, organismo lanciato e sponsorizzato dall’Unione Europea. Parla di disinformazione e informazione constatando che i fondi per combattere la prima diminuiscono. “Mi dispiace dirlo, però l’Europa ha tagliato del 50% il budget per la lotta alla disinformazione, mentre le lobby della disinformazione lo quadruplicano, non hanno problemi di fondi. Il pericolo della disinformazione non è solo l’hacker che in un garage passa la giornata a fare disinformazione. Il vero problema è quando la disinformazione diventa mainstream che entra nelle nostre tasche e nei telefoni nostri, rimbalza sui giornali”.

Il vero problema per Gianni Riotta è ricostruire la fiducia: “Non è fare fact-checking di una singola notizia, ma è ricostruire la fiducia dell’intera società. Noi giornalisti e noi direttori delle scuole faremo il nostro dovere, ma per ricostruire la fiducia ci vogliono leader politici e religiosi, ci vogliono leader delle comunità e ci vogliono intellettuali”.


Per Carlo Chianura (direttore editoriale Master in Giornalismo Lumsa) il tema del controllo delle fonti è cruciale per i tempi di oggi, a maggior ragione per le scuole di giornalismo: “Deve essere un’attività quotidiana e rigorosa, 60 battute di un post su un social possono essere più dannose di un’inchiesta e possono dare degli spunti di polemica o di vantaggio per hacker e troll. Qualsiasi strumento è importante e cruciale nel controllo delle fonti, dalla notizia breve, all’inchiesta e al podcast. A questo proposito, noi siamo molto orgogliosi della nostra inchiesta “Ladri di dati” che ha vinto il Premio Morrione”.

“Il grande privilegio di dirigere insieme a Fabio Zavattaro la scuola della LUMSA è l’opportunità di uscire dagli schemi della tradizione – conclude Carlo Chianura -. Non è tanto importante la carta, non è tanto importante internet, non sono tanto importanti la radio, la televisione o quello che verrà inventato nei prossimi 50 anni, ma è importante il metodo di lavoro”.

 

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