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“Il mio sì convinto al provvedimento Agcom su #AgeVerification che dal 1° febbraio blocca l’accesso dei e delle #minori a siti porno e contenuti per adulti”, la commissaria Giomi spiega perché ha votato si nella sua pagina Linkedin:
Spiega che come #piracyshield si tratta di una soluzione meccanica e #binaria (a 17 anni e 364 giorni non posso accedere ma a 18 anni sì), qui però il sistema prevede soggetti terzi #indipendenti e certificati e un meccanismo in grado di proteggere i #dati personali: il soggetto che rilascia la prova dell’età può identificare l’utente ma non sa per quale servizio l’ha richiesta e viceversa il sito per adulti riceve solo questa prova ma nessun dato identificativo”.
La commissaria precisa che non si può chiedere “alla #tecnologia di fare quello che come #società non siamo riusciti a fare. Quando si è costretti a ricorrere a soluzioni di imperio come questa, bisogna interrogarsi sulle nostre #responsabilita’“.
In più dice che “non possiamo neppure lasciare che la pornografia continui a fare quello che come società non siamo riusciti a fare. La verità è che nel cortocircuito di un paese sessuofobo e sessuomane allo stesso tempo, nel pudore delle #famiglie e nell’assenza della #scuola su questo tema, ragazzi e ragazze fin da giovanissimi trovano nella pornografia la principale fonte di #educazione sessuale e persino di conoscenza #anatomica”.
Favorevole dunque all’ “#AgeVerification, che protegge le categorie più vulnerabili e perlomeno limita il sintomo, in attesa che ci decidiamo ad affrontare il problema alla radice”. Leggi il testo integrale su LinkedIn