Elisa Giomi è l’unico Commissario Agcom ad aver votato contro la sanzione Agcom a Cloudflare, proponendo però soluzioni alternative. Lo ha fatto anche per #PiracyShield e l’intervista ospitata da La Repubblica, le fornisce l’occasione per presentarne alcune pubblicamente.
Da Linkedin
Dice su LinkedIn: “Rispetto alla sanzione di Agcom da oltre 14 milioni a Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di PiracyShield. Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli.
Le sue ragioni
Per Giomi il provvedimento è “tecnicamente e giuridicamente fragile” per due ragioni. La prima è di metodo: i blocchi nascono da segnalazioni di parte e da un processo rapidissimo e automatizzato, con verifiche deboli e contraddittorio solo dopo l’intervento. Questo espone al rischio di errori e danni a servizi leciti.
La seconda è tecnica: l’ordine parla genericamente di blocchi di domini e IP applicati a Cloudflare, che non è un operatore di accesso tradizionale. Nel web reale, soprattutto con CDN e infrastrutture condivise, più servizi possono usare lo stesso IP: un blocco così rischia l’overblocking, cioè colpire anche siti legittimi. Un rischio già documentato in Italia.
Conclusione
Piracy Shield è oggi uno strumento squilibrato, rapido nel colpire ma lento nel correggere. Giomi chiede più precisione, meno blocchi ad ampio spettro, verifiche umane nei casi delicati, notifiche immediate agli interessati e trasparenza con dati pubblici e audit indipendenti.
In sintesi: non è una difesa di Cloudflare, ma la richiesta di un sistema efficace contro la pirateria senza sacrificare diritti, concorrenza e trasparenza.
