La rubrica “Donna è Innovazione”  è, questa volta,  l’occasione per ricordare il World food day  (16 ottobre) e parlare di una donna in grado di fare la differenza nell’ambito della sostenibilità ambientale con un focus particolare sul mondo dell’agricoltura e del cibo.

Si tratta di Giorgia Pontetti, imprenditrice ingegnere elettronico e astronautico con grande spirito d’iniziativa che ha fondato, con la  sorella Valentina, l’azienda agricola certificata biologica Ferrari Farm.

Valentina, esperta in diritto agroalimentare e vitivinicolo, si dedica alla parte normativa al marketing e alla comunicazione aziendale di Ferrari Farm mentre Giorgia è l’ideatrice di ciò che ha reso il loro lavoro così speciale: un impianto di coltivazione idroponica.

  1. Da dove nasce l’idea di Giorgia?

Sfruttando le competenze sviluppate in veste di ingegnere elettronico e astronautico, Giorgia è partita dalla sua passione più grande, l’amore per la terra e per la natura, ed ha pensato a come sarebbe stato un tipo di coltivazione in ambiente completamente asettico, mettendo il contadino in condizioni di lavorare la terra come il chirurgo opera in una sala operatoria o come avviene nelle camere sterili in microelettronica.

In particolare, la sua idea nasce ad una conferenza internazionale sulle missioni spaziali, in cui un professore indicò la necessità di coltivare su Marte, qualora l’uomo dovesse approdarci in un futuro più o meno lontano, e segnalò l’idroponica come unica soluzione possibile al riguardo.

Ecco che allora Giorgia Pontetti, insieme al team di Ferrari Farm, ha realizzato un impianto di coltivazione ermetico, sterile e del tutto computerizzato, costituito da due serre a vetri che sfruttano la luce solare e delle luci a LED con lampade speciali appositamente progettate per questa iniziativa.

  1. Ma in cosa consiste questa tecnologia?

Con gli impianti di coltivazione idroponica (senza terra) presentati da Ferrari Farm e unici in Europa, non vi è nessun tipo di scambio con l’ambiente esterno, per cui l’agricoltura avviene in totale indipendenza dalle condizioni climatiche e dall’inquinamento ambientale, superando anche l’ostacolo delle malattie e degli agenti patogeni.

L’agricoltura svolge da sempre un ruolo fondamentale in tutte le comunità e, tenendo in considerazione l’inquinamento ambientale e i cambiamenti climatici, è di fondamentale importanza pensare e sviluppare metodi alternativi di produzione alimentare che rispettino l’ambiente e non ne compromettano le caratteristiche.

L’idroponica è uno di questi: consente, potenzialmente, di coltivare in ogni posto del mondo, compresi centri urbani e luoghi in cui la coltivazione tradizionale non è possibile, garantendo una qualità elevata sotto tutti i punti di vista.

A tal proposito, tra i progetti portati avanti da Giorgia Pontetti, vi è in particolare il Robot-Farm, un impianto della grandezza di una lavatrice che permette di portare la coltivazione idroponica direttamente nelle abitazioni, producendo frutta e ortaggi nichel free, tramite energia pulita e abbattendo costi di trasporti e inquinamento. Un altro progetto realizzato da Ferrari Farm è stato quello della Vertical Farm che consiste in un container adatto a coltivare in condizioni climatiche estreme come quelle nel deserto, in Antartide e, perché no, sulla Luna. Entrambi i progetti sono stati premiati al Maker Faire Roma, una delle più grandi fiere della tecnologia.

  1. Tra innovazione, sostenibilità e soffitto di cristallo

Da queste considerazioni risulta evidente la portata rivoluzionaria del progetto, ammirevole dal punto di vista della sostenibilità ambientale, che la mente di Giorgia Pontetti, ha ideato e che successivamente è stato messo in pratica.

Facendosi strada in un mondo – quello dell’ingegneria e dell’imprenditoria – fatto principalmente di uomini, e partendo dalle sue passioni, l’agricoltura, lo spazio, il fare impresa, Giorgia ha realizzato una tecnica efficace per la produzione alimentare del futuro, proponendo una soluzione possibile ad uno dei bisogni più grandi della popolazione mondiale: nutrirsi con cibo di qualità, e riservando questa opportunità anche a popolazioni che si trovano a combattere contro la denutrizione e malnutrizione.

All’università era in minoranza a volte ghettizzata a causa del numero esiguo di donne   nelle facoltà che ha frequentato, ed una volta laureata Giorgia ha dovuto fare i conti con il cosiddetto soffitto di cristallo che spesso ha ostacolato le sue idee.

Tuttavia, la determinatezza con cui ha portato avanti i suoi progetti ha permesso di contrastare tutte le difficoltà incontrate, di arrivare dov’è oggi e di ricoprire un ruolo esemplare per tutte le donne.

Continuate a seguirci per leggere le storie di queste fantastiche donne e fateci sapere cosa ne pensate nei commenti.

Fonte: AssoDonna