Francesco Giorgino (direttore dell’Ufficio Studi Rai), all’evento Trasformazione digitale e intelligenza artificiale, dove si è presentato il suo volume, ha sottolineato l’importanza di riflettere su quattro parole chiave: innovazione, determinismo tecnologico, trasformazione digitale e intelligenza artificiale.
Ha ricordato che l’innovazione non riguarda solo nuovi prodotti, ma soprattutto i processi mentali, gestionali e comunicativi che li generano. Oggi, infatti, le imprese devono puntare sulla comunicazione di brand, non solo di prodotto, per posizionarsi anche dal punto di vista culturale e valoriale.
Sul determinismo tecnologico, ha spiegato che la tecnologia non accompagna semplicemente il cambiamento sociale, ma lo influenza profondamente. Tuttavia, occorre imparare a governare l’innovazione, non subirla. Seguendo la distinzione di Umberto Eco tra “apocalittici” e “integrati”, Giorgino propone una terza via: quella degli impegnati, capaci di gestire consapevolmente il cambiamento.
A proposito di trasformazione digitale, ha invitato a non confondere la digitalizzazione con il cambiamento culturale profondo che essa comporta. Il digitale è oggi sia habitat sia habitus, un ambiente e uno stile di vita.
Infine, sull’intelligenza artificiale, Giorgino ha ribadito che la tecnologia è neutra: non è buona o cattiva in sé, ma dipende dall’uso che se ne fa. L’obiettivo deve essere un impiego etico e consapevole, capace di valorizzare le opportunità e ridurre i rischi.
Ha concluso sottolineando la necessità di un approccio interdisciplinare e filosofico per comprendere e governare la complessità del cambiamento digitale.