Al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, “Gli scenari futuri della tecnologia e il loro impatto sulla comunicazione” diventano i veri protagonisti, grazie ad un evento di networking tra aziende e di approfondimento di temi legati alla comunicazione e ai mezzi digitali.
L’incontro, organizzato oggi da PHD (agenzia media e di comunicazione costruita sulla cultura della forza del pensiero, della creatività e dell’innovazione) con la media partnership di Publitalia ’80, ha tentato di dare un’interpretazione di come le nuove tecnologie stanno cambiando il nostro modo di comunicare e di fare comunicazione in uno scenario sempre più predominato dalla multimedialità trasversale.
L’introduzione di Marco Girelli e Vittorio Bucci – rispettivamente CEO e Managing Director di PHD – ha evidenziato come questa in cui ci troviamo sia considerata, a tutti gli effetti, l’era dell’intelligenza collettiva, che permette di azzerare le barriere della comunicazione, caratterizzata dall’essere obliqua, istantanea, collettiva.
Ospite d’eccezione Michio Kaku, uno dei personaggi di scienza più famosi dei nostri tempi, il quale ha parlato della sua visione di come in un futuro prossimo “accedere a internet in ogni momento della giornata sarà semplice come accendere la luce in una stanza buia. Utilizzeremo una base (e-paper) su cui scrivere come con la tastiera di un computer – ha spiegato Michio Kaku – ma una volta utilizzata potremo gettarla come la carta. I computer saranno ovunque e da nessuna parte. Potranno essere anche nel vetro di una finestra, negli occhiali, o addirittura nelle lenti a contatto. Questo produrrà l’effetto di aggiungere alla realtà informazioni su richiesta: è la cosiddetta realtà aumentata”.
Matteo Cardani, Vice Direttore Generale Marketing Publitalia ’80, ha raccontato dei crocevia che chi opera nel mercato della comunicazione si trova ad affrontare nell’era della frammentazione e digitalizzazione dei media. “Eventi non prevedibili” come la moltiplicazione contemporanea degli schermi (televisore, computer, tablet, smartphone) che ha portato a un crocevia inaspettato di comunicazione (mobile, digitale, sociale) e che è il risultato di un nuovo approccio, caratterizzato dalla multimedialità e multidimensionalità. “E il “sociale”, la sua capacità di creare emozioni – secondo Cardani – sono il fulcro sul quale una pianificazione media integrata deve fare leva”.
Infine Mark Holden ha tenuto un appassionante intervento sulle tecniche di gamification e su come stanno già trasformando il mondo del lavoro. “Siamo fermamente convinti – ha detto Holden – che il gioco diventerà il modo dominante di conoscere, fare e creare valore nel XXI secolo. L’Engagement Economy servirà a migliorare il rapporto delle aziende con i dipendenti ed i clienti attraverso l’uso del gioco, in un nuovo modo di pensare il lavoro”.

Dario Sautto
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