Sundar Pichai, CEO di Alphabet, alla conferenza Google I/O 2023 ha dichiarato di voler rendere l’IA utile per tutti e che è necessario seguire un approccio responsabile. Il messaggio è stato diffuso nello stesso momento in cui ho terminato la mia analisi sull’IA Generativa: “Il linguaggio sfidato dagli algoritmi nell’era dell’IA generativa”. 
Devo aggiungere che prevedere è tra le facoltà principali del cervello, in uno stato di costante attenzione e allerta che è stato imitato e trasposto nei telefonini prima per accelerare la composizione degli sms, e ora per costruire l’IA Generativa. Attualmente un nuovo e potente protagonista dello sviluppo. Un esempio concreto è infatti la funzione Help Me Write di Gmail, un’evoluzione di Smart Reply e Smart Compose in grado di creare un messaggio a partire dai contenuti degli scambi precedenti.
Le notizie che arrivano da Google I/O 2023  meeting pongono quindi le basi per un’evoluzione alla quale Media Duemila intende partecipare. Kamala Harris, a Washington, ha organizzato una discussione con i leader delle principali aziende che lavorano sul tema per sottolineare l’importanza dell’etica, della morale e delle garanzie di sicurezza necessarie per una crescita sostenibile del settore.
Nella mia qualità di direttore scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia, sto progettando un gruppo di ricerca internazionale per esaminare le questioni relative al buon uso dell’IA Generativa, sottolineando l’importanza di sviluppare l’IA in modo responsabile attraverso un lavoro collettivo, che deve coinvolgere ricercatori, scienziati sociali, esperti, governi, creatori, nonché le persone che la usano ogni giorno. E questo include me.
Il Centro Europeo per la Trasparenza degli Algoritmi è un interlocutore privilegiato per evitare che pregiudizi e disinformazione minino il corretto sviluppo della macchina che deve rimanere al servizio dell’uomo.
Ho chiesto a Diego Ciulli (Head of Government Affairs and Public Policy, Google Italia) di essere inserito tra gli osservatori di Bard, il chatbot di Mountain View lanciato meno di due mesi fa che ora sarà disponibile in 180 Paesi in inglese (finora era solo per gli Stati Uniti e il Regno Unito) e funzionerà anche in giapponese e coreano, ma presto in altre 40 lingue.
Mi affascina la funzione che permette di creare foto a partire da una didascalia, come ad esempio quella suggerita dal mio articolo “Language Challenged by Algorithms in the Age of Generative AI“. La foto del mondo in fiamme è stata creata da Midjourney, un’intelligenza artificiale. Non è proprio quello che avevo in mente, ma è comunque una bella foto!
E non vedo l’ora di provare Pixel Fold, il primo smartphone pieghevole di Google che per ora è in vendita solo negli Stati Uniti, peccato perché pensavo di poterlo acquistare la prossima settimana a Toronto!

 

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Derrick de Kerckhove
Direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Visiting professor al Politecnico di Milano. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. È autore di "La pelle della cultura e dell'intelligenza connessa" ("The Skin of Culture and Connected Intelligence"). Già docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II dove è stato titolare degli insegnamenti di "Sociologia della cultura digitale" e di "Marketing e nuovi media".