Isotta Enrici (che è stata protagonista dell’ultimo incontro TuttiMedia su Farsi trovare oggi on line:gli impatti dell’IA sulla search”) e Marco Ghirardelli entrambi di Google parlano dell’ecosistema digitale contemporaneo, in cui ogni individuo prende ogni giorno migliaia di decisioni, e precisano che la vera sfida per i brand non è più essere semplicemente presenti, ma diventare rilevanti nel momento esatto in cui nasce un bisogno.
In Think with Google Enrici e Ghirardelli scrivono che è su questo terreno che si gioca la partita dell’intento di ricerca, sempre più centrale nelle strategie di marketing guidate da dati e intelligenza artificiale.
Riportano di tre casi emblematici — Decathlon, Fastweb/Vodafone ed Eataly — dimostrando come sia possibile trasformare i segnali digitali in valore concreto, integrando online e offline in un’unica strategia efficace.
Omnicanalità modello
Per Decathlon, il punto di svolta è stato rendere il digitale un alleato diretto dei negozi fisici. Attraverso la mappatura in tempo reale degli stock e l’utilizzo di annunci di inventario locale, il brand ha risposto in modo preciso alla domanda “dove posso trovare questo prodotto vicino a me?”. L’integrazione dei dati CRM ha poi permesso di collegare le interazioni online agli acquisti in negozio, trasformando l’omnicanalità in un modello misurabile e altamente redditizio.
Lettura avanzata dei dati asset strategico
Nel caso di Fastweb/Vodafone, il focus si è spostato sulla qualità e profondità del dato. Grazie all’integrazione di diverse fonti informative e all’uso di modelli predittivi, il gruppo è riuscito a interpretare con maggiore precisione l’intenzione degli utenti. Il risultato è stato un significativo miglioramento delle performance: riduzione dei costi di acquisizione e aumento delle conversioni, a dimostrazione di quanto la lettura avanzata dei dati sia oggi un asset strategico.
Campagne multicanale
Eataly, invece, ha lavorato sulla capacità di intercettare la domanda latente, soprattutto in momenti chiave come le festività. Utilizzando strumenti basati sull’intelligenza artificiale, il brand ha presidiato l’intero percorso decisionale del consumatore, dalle prime ricerche online fino alla visita in negozio. Le campagne multicanale hanno generato un forte incremento sia delle visite fisiche sia delle vendite, confermando il valore di una strategia integrata e data-driven.
Questi tre esempi convergono su un punto fondamentale: nell’era dell’intelligenza artificiale, il vantaggio competitivo nasce dalla capacità di interpretare e attivare i dati lungo tutto il percorso del consumatore. Dare “peso reale” all’intento di ricerca significa, in definitiva, costruire una relazione più efficace tra brand e persone, trasformando ogni interazione in un’opportunità concreta di valore.
