La Valle dei Templi è l’esempio di come cultura, digitale e turismo,  possono spingere il PIL del nostro Paese. Giorgia Abeltino, direttore Public Policy, Google Cultural Institute parla di quanto il digitale significa per lo sviluppo del turismo e soprattutto per la fruizione anticipata dei luoghi scelti che permette l’approfondimento di dettagli molto spesso trascurati.
La fruizione virtuale della Valle dei Templi oggi è possibile grazie proprio alla collaborazione con il Google Cultural Institute. L’opera d’arte virtuale è stata presentata al ministero dei Beni Culturali, con Google Cardboard, un visore molto semplice per realtà virtuale e grazie all’App “Arts & Culture” dello stesso Istituto sia con gadget IOS che Android è possibile accedere a tour immersivi della zona archeologica.
“Abbiamo creato il Google Cultural Institute 5 anni fa – spiega Abeltino – con l’obiettivo di preservare e poter rendere accessibile a tutti il patrimonio culturale mondiale, grazie alle tecnologie più avanzate. Confidiamo che questo progetto possa ispirare visitatori di ogni parte del mondo a visitare quest’eccellenza e rendere fruibili agli appassionati dettagli e curiosità. Promuovere al meglio il luogo millenario qual’è la Valle dei Templi di Agrigento ci rende orgogliosi”. Nella ricerca “ L’Impatto dei Contenuti Online sul Turismo Europeo” commissionata da Google si legge che l’industria turistica in Grecia, Italia e Spagna (nell’ordine) grazie ai contenuti digitali potrebbe crescere significativamente.
L’Italia vedrebbe crescere la propria domanda turistica di circa il 10% di conseguenza il PIL ed il tasso di occupazione del Paese di circa l’1%.
“Le persone che fanno ricerche sul web per scegliere i luoghi delle vacanze – dice Abeltino – appartengono ai ceti sociali più ricchi ed istruiti”. L’Italia come si sa è indietro, un gap che fa perdere visitatori al Paese con più arte del mondo.
Nella ricerca, infatti, si legge che i contenuti online sono una fonte primaria di informazioni sui viaggi e supera tutte le altre forme di media e marketing tradizionali in Europa. Anche che il contenuto generato dagli utenti è particolarmente influente perché il 34% dei viaggiatori è disposto a confermare che le decisioni di viaggio sono state influenzate dall’opinione di qualcuno che conoscono solo online.
In ogni caso le pagine del Google Cultural Institute sono una scoperta delle bellezze del mondo. La Valle dei Templi si può percorrere in su e giù (https://www.google.com/culturalinstitute/beta/streetview/parco-archeologico-e-paesaggistico-valle-dei-templi/2QHlN7Lrmk5ECw) attraverso lo schermo del computer senza Cardboard è già un esperienza che ti coinvolge. Lo ho fatto, consiglio di evitare di andare troppo veloci e sono rimasta stupita per i dettagli e la bellezza della fotografia.
Scrivendo quest’ articolo ho navigato nelle pagine dell’Istituto di Cultura di Google che mi ha permesso un breve giro per il mondo, ho rivisitato luoghi che avevo quasi dimenticato, trovato nuove mete, e come diceva Niels Bohr: “Chi non ne rimane stupito è segno che non ha capito nulla!”.

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.