Il business model di Google crea crescita e lavoro in Italia e con i progetti il motore di ricerca sostiene la digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane. A spiegarlo in un incontro romano ci sono Matt Brittin – President EMEA Google, Melissa Ferretti Peretti – Country Manager e VP Google Italia e Diego Ciulli Head of Government Affairs and Public Policy, Google Italy.

“Affinché l’economia di Internet sia per tutti non bastano le tecnologie – dice Ciulli-. Anzi, il più grande fattore di discriminazione sono le competenze. Negli ultimi anni abbiamo formato, in Italia, più di un milione di persone su come crescere con il digitale. E ora con un altro investimento da 1,4 milioni di Euro con Unioncamere offriamo formazione gratuita alle imprese e ai lavoratori”.

Melissa Ferretti Peretti – VP and Country Manager Google Italy precisa che Google non è un competitor delle aziende italiane perché non vende prodotti: “è uno strumento che consente alle aziende italiane di essere trovate online dai loro potenziali clienti”.  L’obiettivo del motore di ricerca è quello di far trovare alle persone quello che stanno cercando. Infatti, continua Melissa Ferretti Peretti: “Forniamo gli strumenti gratuiti alle piccole medie e aziende ed ai negozi per farsi trovare online dai loro clienti. Grazie a profilo dell’attività ogni volta che l’utente cerca un’attività online riceve informazioni con  indirizzo, orari di apertura, contatti, sito internet, recensioni e foto. Si tratta di uno strumento che Google offre gratuitamente alle aziende. Con Google market finder,  le aziende possono sapere se i loro prodotti vengono cercati nel mondo e quindi costruire una strategia commerciale”. La manager conclude l’intervento sottolineando che Google guadagna vendendo spazi pubblicitari e che  prima di internet la pubblicità per le piccole imprese era troppo onerosa: “Oggi tutto questo è cambiato perché piattaforme come Google hanno cambiato il mercato. Abbiamo contribuito a far nascere le agenzie digitali che impiegano migliaia di persone giovani e spesso donne. Il digitale, dunque, è un’opportunità per la crescita economica del paese, ma l’Italia è indietro. L’ostacolo sono le competenze digitali ed è per questo che Google continua ad  investire in corsi gratuiti  per  giovani in cerca di impiego e per aziende. Con Google.org abbiamo avviato l’anno scorso un progetto mettendo in piedi un fondo di 3,5 milioni di euro per accelerare la trasformazione digitale anche dell’impresa no profit e delle imprese sociali. Google ha costruito in questi anni in Italia un ecosistema forte per aiutare il paese ad accelerare il suo percorso di trasformazione digitale e sostenere la sua crescita economica e l’impegno continua”.

L’aiuto di Google serve perché Andrea Prete, presidente UnionCamere dice che “oltre il 90% delle imprese italiane sono di piccole dimensioni e non sono attrezzate al digitalizzazione, con la collaborazione di Google, è possibile aiutarle.  Oggi purtroppo abbiamo la tecnologia ma spesso non le competenze necessarie. In più dobbiamo dire che nell’ambito delle imprese quelli meno acculturati in campo digitale sono proprio gli imprenditori.  Ecco perché nel prossimo triennio le Camere di Commercio saranno di nuovo  impegnate con Google in un percorso di ulteriore crescita. Il digitale è democrazia, deve essere alla portata di tutti”.

A Matt Brittin – President EMEA Google, l’ultima parola: “Oggi è il momento dell’Italia Servono strumenti, competenze e investimenti. Gli strumenti devono essere semplici e Google ha dimostrato di saper costruire strumenti semplici quale è il motore di ricerca, ma c’è bisogno di capacità per questo noi investiamo in formazione in competenze digitali. In Europa abbiamo formato milioni di persone. Il digitale crea lavoro. Ma le infrastrutture sono altrettanto importanti, infatti, noi stiamo investendo anche in questo settore con data center a Milano e Torino e soprattutto in reti che permettono connessioni più sicure e più veloci per l’Italia”.

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