Non ci sono meno posti di lavoro, c’è e ci sarà sempre più lavoro per chi ha il coraggio di voler ancora fare il giornalista professionista. I tool di AI sono utili solo se ben compresi e correttamente utilizzati, velocizzano il controllo di immagini e dati manipolati, semplificano attività ripetitive dandoci più tempo per investigare, svelano le incompetenze, le carenze. Così , grazie all’AI, ora  possiamo tutti assieme, farci un esame di coscienza, fare una nuova rivoluzione come giornalisti e avranno vita breve i lazzaroni, gli istrioni, chi cede e decide di fare il “comunicatore” in modo banale e di lasciarsi “guidare” dal marketing e dal replicare i social.

Basta copia-incolla

I dati europei e i progetti di ricerca e sviluppo europei confermano che ci saranno sicuramente meno spazi per loro perché l’Intelligenza Artificiale a poco a poco li schiaccerà, surclasserà tutte le loro banalità e le notizie di bassa qualità e i loro publiredazionali camuffati da notizie reali. Alcuni pensano di fare il giornalista facendo il “copia-incolla” dai comunicati stampa o pubblicando degli estratti/riassunti da testi di altri e questi perderanno il lavoro di sicuro, grazie all’AI.

A livello europeo poi i dati evidenziano che sono diminuiti i giornalisti scientifici e che tutte le associazioni di giornalisti stanno perdendo associati. I giovani prediligono far parte delle “community” e meno delle associazioni, soprattutto se talune chiedono obbligatoriamente l’iscrizione ad un sindacato e poi si lamentano di essere sottopagati….dimenticandosi che solo partecipando attivamente anche ai sindacati si ottengono risultati e riconoscimenti per il proprio lavoro….stando uniti …. E…anche queste “community” moriranno presto grazie all’AI…   La figura del giornalista, come professione, non è “normata” a livello europeo. EUSJA, associazione europea dei giornalisti scientifici, intende fare degli audit al Parlamento europeo invece per ribadire il ruolo  fondamentale di un giornalismo professionale, indipendente, e l’importanza che in ogni redazione ci sia almeno un giornalista scientifico a supporto dei colleghi di cronaca/attualità, in modo che non accada più come, durante il covid 19, che le redazioni siano sprovviste di chi sappia dare loro supporto nel comprendere quali sono gli studi scientifici validati, con impact factor e non escano più pertanto dai media  le fake news su temi delicati soprattutto come quelli della salute pubblica.

Nuovi “universi” dell’informazione multimediale e interattiva

Grazie all’AI ci sarà pure la rivoluzione della gentilezza … perché sa essere più educata di molti di noi. Grazie AI. Poi l’AI ci obbliga a metterci in gioco, ad auto-analizzare ciò che facciamo, a scoprire nuovi “universi” dell’informazione multimediale e interattiva, a imparare gestire meglio il “potere” delle Parole.  In particolare se siete appassionati di scienza e tecnologia e vi piace gestire concetti complessi in storie accessibili e coinvolgenti, potete sottoporre il vostro profilo professionale, le vostre pubblicazioni, e candidarvi per entrare nella lista di esperti nel campo della comunicazione scientifica a supporto dell’European Science-Media Hub (ESMH) del Parlamento europeo, che è alla ricerca di comunicatori scientifici e giornalisti scientifici esperti per scrivere articoli e interviste su temi scientifici e tecnologici(link https://sciencemediahub.eu/2025/02/26/work-with-us/).

Rivoluzione del copyright

C’è poi la rivoluzione del copyright perché è aperto il problema dei materiali protetti da copyright nella formazione GPAI. Secondo i ricercatori internazionali, la legislazione dell’UE non affronta ancora pienamente le problematiche relative ai modelli di intelligenza artificiale e al diritto di proprietà intellettuale. Il problema principale è la potenziale presenza di materiali protetti da copyright nei set di dati di formazione GPAI. I ricercatori hanno quindi cercato di valutare in che misura le eccezioni al copyright consentano la riproduzione di opere per la formazione GPAI. Ritengono che le eccezioni TDM della Direttiva sul copyright non siano sufficientemente chiare, pertanto le limitazioni e l’incertezza giuridica rimangono problematiche.

Disinformazione online

Ricordatevi che, quando vi sono dei problemi, c’è lavoro…L’Osservatorio Europeo dei Media Digitali (EDMO) si impegna a rafforzare e favorire la collaborazione tra una comunità multidisciplinare di stakeholder che si occupa di disinformazione online. Riunisce fact-checker, giornalisti, esperti di alfabetizzazione mediatica e ricercatori accademici per comprendere e analizzare la disinformazione, in collaborazione con organizzazioni mediatiche, piattaforme online e professionisti dell’alfabetizzazione mediatica. Ci sono quindici hub che coprono tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea, nonché Moldavia, Norvegia e Ucraina, nello Spazio economico europeo. EDMOeu e gli hub EDMO formano una rete contro la disinformazione. Il giornalismo diventerà sempre più scientifico perché l’approccio al controllo delle fonti e l’impegno di smascherare video, foto, dati manipolati richiede e richiederà sempre di più personale preparato: laureati che sappiano bene le lingue, sappiano dare supporto per analisi linguistiche, sappiano utilizzare strumenti digitali aggiornati, abbiano lauree in discipline diverse (es. filosofia, critica comparata, informatica, biotecnologia, cybersicurezza, storia, etc etc.) e abbiano capacità di lavoro in team. Ci sarà un’altra rivoluzione : si tornerà a lavorare necessariamente  insieme nelle redazioni, confrontandosi realmente e non subendo le scelte del “capo” .. e si tornerà a non fare i “solisti”..gli ”editorialisti” a vita avranno via breve…Sino ai primi di ottobre ad esempio si può partecipare a Synthetic Image Detection Challenge, un task del workshop MediaEval 2025 organizzato dai progetti finanziati dall’UE denominati vera.ai e AI-CODE. L’uso di media sintetici, generati da potenti tecniche di intelligenza artificiale, è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, creando sia interessanti opportunità che una serie preoccupazioni in termini di autenticità e affidabilità. I partecipanti sono invitati ad affrontare due task complementari: Task A – Classificazione di immagini reali vs. sintetiche: il task include la classificazione di un’immagine come autentica o sintetica. Task B – Localizzazione di aree manipolate: il task si concentra sull’identificazione e la localizzazione di aree all’interno di un’immagine che siano state manipolate.

Il giornalista ad essere un fact checker

Possono partecipare ricercatori, professionisti e appassionati provenienti da settori quali visione artificiale, informatica forense, apprendimento automatico e intelligenza artificiale, sicurezza e privacy, media digitali e giornalismo. L’importante è ricordarsi che, in primis, dovrebbe essere proprio il giornalista ad essere un fact checker e che serve fare formazione continua per poter proseguire a fare questo nostro “mestiere” visto che richiede nuove competenze e molta etica oltre che capacità di cooperazione. Non avranno futuro, come autentici giornalisti, infatti,- e saranno smascherati per vacuità di contenuti, nel tempo -, i giullari, coloro che fanno, oggigiorno, – seppur oltremodo super pagati- , gli urlatori, i predicatori, i prezzolati, coloro che sono i “megafoni” dei politici di turno, gli autoreferenziali egocentrici, i pontificatori, i “catilina” , gli “Attila”, i raccomandati, i manipolatori, i “giuggioloni”, gli sboccacciati maleducati, coloro che rincorrono solo i likes e si fanno influenzare dai trends delle grandi piattaforme on line, gli scimmiottatori di “influencer”. Neanche avranno futuro le “trasmissioni” in cui “giornalisti” si intervistano tra di loro, dimenticando che il vero ruolo del giornalista è non essere “il protagonista – geo-autoreferenziale” ma, il nostro è un compito è rimanere umili , dare un servizio: dobbiamo infatti  far ragionare da solo il cittadino, dare spazio alla realtà, raccontarla con oggettività, non fornire pareri, opinioni, ma aprire gli occhi alle Persone, avere stima della loro capacità di discernere, dare informazioni pulite, lineari e non manipolate,  non “tagliate” ad hoc; evitare “dirette fiume” senza contenuti  e banalità; investigare, approfondire, raccogliere informazioni di qualità che siano state prima da noi verificate, tornare a fare una fatica immensa, prima di scrivere o parlare, tornare a fare  ricerca, a incontrare esperti, Persone, a reperire nei luoghi e non solo on line ciò che succede, tornare a camminare, tornare in biblioteca, tornare a fare una seria validazione dei dati reperiti, soppesando ogni parola, tornare a cercare, saper soppesare  ogni immagine con cura e attenzione quotidiana.

10 P “Prima di Parlare, Pensa, Perché Parole Poco Pensate Portano Problemi e Pene”

Tornare alla regola delle 10 P “Prima di Parlare, Pensa, Perché Parole Poco Pensate Portano Problemi e Pene”…Molti dei problemi attuali (incapacità di dialogo, incomprensione dei valore delle scienze, depauperamento linguistico, non rispetto dei ruoli e delle competenze, aumento di aggressività e ignoranza etc.) sono dovuti al fatto che i giornalisti hanno smesso di fare Giornalismo. I “pseudo-giornalisti” li vedremo “passare”… sulla riva…tranquilli…rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti col fare fatica nella nostra passione giornaliera per poter essere utili alla Società, ai nostri lettori e telespettatori e followers reali (non agli haters, ai bonaccioni etc.), partecipiamo ai bandi europei e alla formazione continua… come i giovani che hanno aderito alla   E u r o p e a n S c i e n c e – M e d i a H u b ( E S M H ) S u m m e r S c h o o l – “S c i e n c e C o m m u n i c a t i o n  i n  t h e  D i g i t a l  A g e”  e hanno seguito una tre giorni al Parlamento europeo. I media sono in crisi ? Non è vero ! Sono in crisi coloro che hanno abdicato e stanno facendo “altro”…tutte le realtà che non sono più “media” di qualità…Le PERSONE torneranno ad essere lettori e telespettatori e followers solo se troveranno dati, informazioni che siano di stimolo per la loro intelligenza e che non li appiattiscano, non diano loro “pappe pronte” e mal “cucinate” …Se torneremo ad avere stima di coloro a cui ci rivolgiamo, e saranno, proprio grazie all’AI, più velocemente smascherate le “redazioni” che fanno “copia e incolla”,….le Persone torneranno da noi perché torneremo ad essere realmente dei “media” – un “tramite” per la conoscenza di ogni aspetto della vita, un tassello importante e imprescindibile per crescere assieme e comprendere meglio tutto ciò che accade.

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