Adesso, sfido a trovare qualcuno che si fidi ancora della volontà di negoziare del governo israeliano di Benjamin Netanyahu e della mediazione del ‘grande avallatore’ Donald Trump, che, da quando è alla Casa Bianca, non fa altro che ‘vistare’ le nefandezze di Bibi. Mentre la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è sempre più intollerabile e le vittime si accumulano a decine al giorno: è così da 23 mesi, quasi 700 giorni, oltre 64 mila morti ammazzati e di fame, soprattutto donne e bambini, dopo le esecrabili stragi terroristiche compiute il 7 ottobre 2023 in territorio israeliano – 1200 circa le vittime, 250 gli ostaggi catturati -.
Sul fronte ucraino, droni russi sconfinano in territorio polacco: vengono abbattuti da aerei Nato, ma l’allarme è alto. L’episodio evidenzia il rischio che un errore inneschi un ampliamento del conflitto.
Martedì, l’esercito israeliano e lo Shin Bet, l’intelligence militare, hanno bombardato un edificio della capitale del Qatar, Doha, dove dirigenti di Hamas erano riuniti per valutare le proposte fatte dagli Usa per un ‘baratto’ tra ostaggi e tregua. La trattativa poteva preludere al rilascio di tutti gli ostaggi tuttora trattenuti – una cinquantina, di cui una ventina vivi – in cambio di una sospensione delle operazioni militari in corso nella Striscia di Gaza, dove Israele pretende ora l’evacuazione della città più grande, diverse centinaia di migliaia di persone che devono lasciare quel che resta delle loro case e mettersi in movimento verso villaggi di tende allestititi nel sud.
L’attacco a Doha era stato anticipato da Israele agli Usa, che non l’hanno bloccato. A cose fatte, Trump fa sapere di “sentirsi a disagio”, insiste di volere la pace, afferma che l’iniziativa di Israele contro Hamas in Qatar “non fa avanzare gli obiettivi di Israele e degli Usa” e lamenta di esserne stato informato troppo tardi per fermarla. Papa Leone XIV nota: “Tutta la situazione è molto grave… Dobbiamo pregare…”.
Nei giorni scorsi, Israele ha intensificato le operazioni militari nella Striscia, facendo implodere edifici e accrescendo la desolazione del panorama di macerie. Lunedì, un attentato ad una fermata di bus vicino a Gerusalemme ha fatto sei vittime e una dozzina di feriti – i due attentatori palestinesi sono stati uccisi sul posto -. E la Flotilla in navigazione verso la Striscia subisce provocazioni, prima ancora di avvicinarsi all’obiettivo.
