Il fenomeno della perdita dei capelli è uno degli effetti collaterali più temuti dai pazienti oncologici, con ricadute misurabili su qualità della vita, percezione di sé e capacità di reinserirsi in ambito sociale e professionale. In questo contesto, le parrucche di capelli veri si confermano un presidio medico essenziale. L’accesso a tali dispositivi è tuttavia spesso limitato da costi elevati e da una filiera scarsamente regolamentata. Da questa evidenza clinica e sociale nasce il primo studio scientifico dedicato alla donazione dei capelli in Italia, lo “Studio Donazione Capelli”.

La presentazione dello studio a margine dell’evento dedicato al calendario oncologico di Tricostarc ETS “MATERIKA 2026”, patrocinato da Regione Lazio, Croce Rossa Italiana, Fondazione Prometeus ETS ed Europa Donna Italia. Quest’ultima è un’Associazione – di cui Giusy Giambertone è Delegata regionale per il Lazio insieme a Maria Grazia Punzo –, che si occupa su tutto il territorio nazionale, di ricerca, prevenzione ed advocacy al fine di tutelare gli interessi delle pazienti oncologiche affette da carcinoma mammario. La Fondazione Prometeus ETS è una delle 180 associazioni di Europa Donna Italia.

Tricostarc ETS, presieduta da Giusy Giambertone, ha presentato i primi dati di sintesi dello studio, work in progress, giovedì scorso a Roma, con una relazione della Vicepresidente Amelia Iuliano, in occasione dell’evento MATERIKA 2026, nell’area museale de La Vaccheria concessa dal Comune. Con questo obiettivo: mappare l’attività solidale di Donazione capelli in Italia attraverso  l’esperienza  del progetto “Donazione capelli Hair Smile” – primo progetto tricologico green –, nato nel 2009 da una collaborazione tra Fondazione Prometeus e Tricostarc ets, con il quale donatori da tutta Italia hanno potuto generosamente donare parte della loro chioma a favore di pazienti, che ne hanno beneficiato per la realizzazione delle proprie parrucche di capelli veri sostenendo solo il costo del laboratorio sartoriale che le ha realizzate. Il fine ultimo del progetto: contrastare la tossicità economica e l’isolamento sociale delle pazienti oncologiche.

 Metodologia e numeri

 I dati sono stati raccolti dalla fonte interna rappresentata dal Database delle donazioni di Tricostar ets. Tra le Variabili analizzate: Regione, Lunghezza, Colore, Provenienza. Il Campione fornito dall’esame retrospettivo dei dati della Donazione capelli Hair Smile nel periodo 2018-2021.

L’analisi retrospettiva condotta sul quadriennio considerato ha censito 11.477 donazioni, private e registrate alla Tricoteca dell’Associazione, documentando un trend in forte crescita, con un picco significativo negli anni della pandemia. Si è passati dalle 588 donazioni del 2018, a 3144 nel 2019, 3776 nel 2020 fino alle 3969 del 2021.

La provenienza delle donazioni è nel 90% dei casi da privati, mentre il contributo di parrucchieri risultava ancora marginale nel periodo in esame. Per questo tra i prossimi progetti di Tricostarc ets c’è anche quello di una collaborazione (Tricostarc’s Angel) con acconciatori etici e di fiducia disponibili a collaborare sul progetto donazione capelli Hair Smile e su quello della Banca della parrucca presso strutture sanitarie, dove le parrucche sono date in comodato d’uso gratuito a chi ne ha bisogno e non ha alcuna disponibilità per acquistarla anche a costo calmierato.

Dal punto di vista territoriale, il Lazio emerge come regione più virtuosa in valori assoluti (per quantità di donazioni spedite), mentre la percentuale della donazione nel Centro-Italia è del 51,17%. Seguono Veneto e Lombardia e, rapportando i dati alla popolazione residente, si distinguono dal 2021 anche Marche e Umbria. Analizzando tuttavia i soli dati del 2021 per aree geografiche e popolazione, il contributo maggiore resta del Centro-Italia che però è solo dello 0,013%. Si può fare di più.

Sul piano economico, l’iniziativa restituisce elementi di forte rilevanza sociale e sanitaria. Nei 4 anni analizzati, le donazioni di capelli veri – materia prima molto costosa – hanno permesso la realizzazione di parrucche permettendo un risparmio complessivo stimato di 3 milioni di euro per i pazienti, ma sarebbe potuto essere di 5 milioni di euro se la comunicazione dell’opportunità di risparmio tramite la donazione dei capelli fosse stata divulgata più capillarmente. Sono numeri che è bene conoscano anche tutti i donatori che dal 2009 alimentano la Tricoteca di Tricostarc ETS, per comprendere cosa ha comportato il loro dono per i pazienti anche in termini economici oltre che a tutela della propria privacy.

Il progetto ha richiesto oltre 5.000 ore di lavoro (tra impegno nella Tricoteca e per il Database, ringraziamenti ai donatori e attività tecnica per l’attribuzione dei capelli) e generato, al di là del volontariato puro da parte delle pazienti, costi pari a 255.000 euro, sostenuti da A.T.I – Azienda Tricologica Italiana, laboratorio tricoprotesico partner tecnico ed economico. Nonostante questo impegno, l’Indice di Bontà della Donazione (IBD – indice di efficacia), dato dal rapporto tra le parrucche realizzate rispetto al totale delle parrucche realizzabili con le donazioni ricevute, si attesta nel periodo 2018-2021 al 56,64%, segnalando margini di miglioramento nella filiera.

Dal punto di vista tricologico, infine, lo studio mostra che oltre la metà dei capelli donati rientra nella fascia 21–30 cm, mentre i colori più frequenti sono castano e biondo. Parametri fondamentali per le procedure di selezione, trattamento e trasformazione della materia prima. Oggi occorrono capelli più lunghi, la patologia colpisce donne sempre più giovani.

 Prossimi passi

Lo studio sottolinea anche la mancanza di dati sistematici a livello nazionale e internazionale – si segnala solo in USA l’Impact Report 2024 di Wig for Kids – e la necessità di criteri normativi che regolamentino raccolta, gestione e destinazione delle donazioni in un’ottica di trasparenza, per assicurare che i capelli raccolti vengano effettivamente finalizzati alla realizzazione di parrucche solidali.  Tale esigenza ha già portato alla stesura di una proposta di legge dedicata, con l’obiettivo di tutelare donatori e pazienti e garantire trasparenza nella filiera.

Il report indica chiaramente le prossime direttrici di sviluppo: definizione del fabbisogno regionale (numero di pazienti distinti per regioni, tipi di farmaci che producono la caduta della chioma), costruzione di nuovi indici di efficacia ed efficienza, ampliamento del network di acconciatori etici e potenziamento delle attività di coinvolgimento dei giovani, già avviate tramite programmi scolastici e campagne social, implementazione del coinvolgimento delle associazioni del Terzo Settore Una rete virtuosa che mira a contrastare la “tossicità economica” legata all’acquisto delle parrucche e a favorire inclusione, sostenibilità e condivisione.

Un Patto per i pazienti

 Il progetto Hair Smile dimostra come la donazione dei capelli — ancora priva di un inquadramento organico — possa diventare un modello di green economy, sharing economy e rilevanza clinico-sociale. Lo studio scientifico rappresenta il primo passo verso una misurazione strutturata del fenomeno e apre la strada a una governance più consapevole e trasparente. Per ottimizzare il risultato a favore dei pazienti oncologici, è necessario diffondere maggiormente tra i pazienti tale opportunità: serve un patto tra associazioni e istituzioni – regionali, provinciali e comunali – affinché la divulgazione sia capillare e regolamentata, soprattutto tra i potenziali donatori rappresentati dai giovani e dai giovanissimi. Con un plus: facendo divulgazione nelle scuole e mettendo in campo attività specifiche di comunicazione si fa anche prevenzione.

 Per approfondimenti: T.  06.86210064 | M. +39 351 753 4312 | e-mail: gi.giambertone@libero.it

TRICOSTARC ETS | Organizzazione del Terzo Settore che opera nell’ambito della tricologia applicata in oncologia, promuovendo programmi strutturati di donazione dei capelli, la Banca della Parrucca e la produzione di parrucche qualificate come dispositivi medici. L’ente assicura standard elevati di eticità, tracciabilità e rendicontazione delle attività, collaborando con istituzioni sanitarie, associazioni e organismi territoriali al fine di garantire la corretta gestione della filiera e l’equo accesso dei pazienti ai servizi dedicati.

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