di SARA ALESI e LUCA PROTETTI –

Paolo D’Amato ingegnere elettronico. Dopo una lunga carriera in RAI è divenuto consulente per molte compagnie. Nel 2004 è stato nominato AD di Sisvel S.p.A. e nel 2008 ha fondato la Sisvel Technology s.r.l. Possiede oltre trenta brevetti ed è autore di oltre cento articoli riguardanti la televisione e le tecnologie teletext.


Sisvel Technology, di cui lei è Amministratore Delegato, è una delle aziende che partecipano ad HD Forum Italia. Quando siete entrati nell’associazione e quali i motivi del vostro coinvolgimento?

Siamo entrati in HD Forum Italia il 1° aprile 2011 essenzialmente per due motivi: uno legato alla mia persona  e uno di tipo aziendale.
La prima motivazione discende dalla mia esperienza di 32 anni in RAI dove, fra le altre cose, mi sono occupato specificamente della televisione ad alta definizione. Già negli anni ’80 si parlava di questo tema e si credeva, erroneamente, che l’avvento dell’alta definizione fosse imminente. C’era quindi una grossa attività sull’argomento, a cui io prendevo parte (gruppi di lavoro internazionali che dovevano definire gli standard, realizzazione di programmi sperimentali, e così via). Ma l’alta definizione all’epoca non decollò perché non esistevano ancora i televisori a schermo piatto, vi erano invece quelli a tubo catodico, che pesavano qualcosa come  150 kg e quindi erano poco  adatti ad un uso domestico. Inoltre all’epoca si utilizzavano metodi di trasmissione ancora analogici che richiedevano una banda molto larga, per cui era possibile trasmettere l’alta definizione solamente da satellite. Si cominciava a parlare di tecniche di compressione, però si trattava dei primi passi e quindi i risultati non erano soddisfacenti. In sostanza, finché non è decollata la televisione digitale, l’alta definizione è stata praticamente accantonata e solamente adesso, dopo 25 anni, possiamo dire che  si è definitivamente affermata (ci sono infatti molti canali ad alta definizione e credo che una buona percentuale di famiglie italiane abbia a casa un televisore ad alta definizione).
La motivazione aziendale è legata alla natura di  Sisvel Technology che, a differenza di tutte le altre aziende che appartengono al gruppo Sisvel, non amministra brevetti  ma svolge un’attività di ricerca e sviluppo. Fra le altre cose abbiamo fatto anche degli studi sulla televisione 3D, che hanno portato a tecnologie interessanti, e visto che  HD Forum si occupa anche di 3D (ormai l’alta definizione è un fatto compiuto) Sisvel Technology ha ritenuto di poter dare all’associazione un importante contributo.


Un piccolo bilancio su questi mesi di attività e in quali ambiti si è concretizzato il vostro apporto.

Noi ci proponiamo di dare dei contributi sul 3D attraverso la sperimentazione di due tecnologie. La prima  è la trasmissione retro-compatibile, secondo la quale  il  segnale 3D   può essere ricevuto anche da chi ha un televisore 2D purché sia ad alta definizione. Più in particolare, la televisione 3D richiede la trasmissione di due immagini, una per l’occhio destro e una per l’occhio sinistro: queste due immagini sono messe insieme in un unico frame e la tecnica più comunemente usata si chiama Side-by-Side. La tecnica da noi sviluppata consente di far vedere sul televisore in HD non il frame composto con le due immagini affiancate ma una sola delle due immagini a pieno schermo. Si tratta di una tecnologia che è stata già adottata  da DGTVi, per cui le trasmissioni che ci saranno in Italia sul 3D saranno retro-compatibili.
La seconda tecnologia che noi proponiamo si chiama Tile Format. E’una tecnologia che consente di trsmettere il 3D con una qualità migliore; ci stiamo adoperando perché sia accettata dai gruppi di standardizzazione internazionale e io penso che anche l’HD Forum prima o poi se ne dovrà occupare.
Infine, al di là del particolare formato usato per la trasmissione, il grosso handicap della TV 3D è attualmente la grande scarsità di contenuti. Noi ci proponiamo anche di favorire la creazione di contenuti 3D e siamo in condizioni di proporre un discreto catalogo di contenuti già girati, catalogo che può essere consultato sul sito www.3dt.it.

In che consiste il 3D Tile Format e quali sono le prossime sfide?

Le tecniche usate finora consistono nel prendere le due immagini, quella per l’occhio destro e quella per l’occhio sinistro, e metterle in un unico frame, o una affianco all’altra (Side-by-Side) oppure una sopra l’altra (Top-and-Bottom); entrambi questi sistemi, però, comportano il dimezzamento della risoluzione  in una direzione: in orizzontale, nel caso del Side-by-Side, oppure in verticale, nel caso del Top-and-Bottom. Si ottengono così delle immagini che come risoluzione sono sbilanciate perché il pixel non è più quadrato ma è rettangolare,  e questo nuoce  alla qualità dell’immagine.
Il Tile Format consente invece di mettere due immagini del tipo 720p dentro un contenitore che è 1080p: questo permette una migliore qualità, in quanto le immagini non sono compresse né in orizzontale né in verticale ed inoltre la trasmissione è di tipo progressivo.  Poiché  un’immagine  720p può essere considerata ad alta definizione, possiamo  affermare che il Tile Format fornisca un’immagine  3D ad alta definizione, mentre le tecniche precedenti offrono  un 3D che è una via di mezzo fra la definizione standard e l’alta definizione. Presumo che l’HD Forum, la cui finalità istituzionale è proprio quella di promuovere  l’alta definizione, debba lavorare in tal senso anche per il 3D, debba cioè  favorire l’affermarsi di quei  sistemi atti a fornire un’immagine 3D in alta definizione.

Intervista realizzata da Sara Alesi e Luca Protettì

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