Un post trovato su Rivistastudio.com ci deve mettere in allarme in quanto portatori, chissà per quanto ancora, di ‘natura umana’.
L’articolo si intitola «I miei genitori si sono conosciuti su Internet» e descrive la storia e le linee guida del dating, la pratica di incontro on line di chi cerca un partner, sia per semplice sesso, sia per costruire una relazione seria.
Lo spunto parte da un’iniziativa promozionale di Match.com, una delle più longeve piattaforme di questo tipo, che ha una forte presenza negli USA.
Il sito ha messo in concorso delle borse di studio per quei ragazzi che sono figli di coppie ‘innaturalmente’ compostesi con la conoscenza via rete, a loro si chiede di raccontare la genesi che li ha fatto nascere, una storia che inverte la normale prassi del cercare l’anima gemella.
Per molte coppie di questo tipo, infatti, in modo nascosto e forse inconscio, vi è una sorta di imbarazzo nel raccontare la propia storia sentimentale la cui genesi si perde nelle nebbie di Facebook o, peggio ancora, in quelle di algoritmi preordinati alla realizzazione di incontri al buio.
Invece, la modalità online, sta diventando uno dei modi di incontro più probabili, efficaci e poco costosi.
La fitness inglobata in una pratica di dating è di molto superiore a quelle tradizionali, il contesto amicali, parentali, studio , lavoro, casuali e via discorrendo. Sfrutta lo specifico della rete, velocità, immediatezza, filtraggio, messa in scena, creazione di mondi, potenza del contesto.
Facilmente si può prevedere che nei prossimi decenni sarà la modalità normale di incontro e selezione del partner, lasciando da parte tutte le perplessità che si porta dietro.
La conoscenza online, infatti, è vista come una modalità fredda, poco sociale, frigida e sfigata.
Come citato nel post, Amarnath Thombre, direttore di Match.com rivela che :
Molti scelgono il denaro come requisito fondamentale del partner ideale, ma poi chattano soprattutto con artisti o chitarristi
Insomma, malgrado gli obiettivi realisti, dare alla prole le condizioni migliori per svilupparsi e riprodursi, e malgrado il sostegno di algortimi che permettono di raggiungerli senza distrazioni, la ‘natura umana’, quella introspettiva e dedita alla gratificazione esistenziale, finisce per prevalere.
Non potendo, letteralmente, toccare con mano la realtà fattuale, i matcher si devono inventare un settimo senso, affinato con l’esperienza e la pratica, diventando investigatori un po’ paranoici e creandosi, giorno dopo giorno, una cassetta degli attrezzi efficacie e solida, per smascherare gli inganni, la millanteria, il discostarsi del voler essere dalla essere realmente.
In fondo l’identità digitale passa anche, direi soprattutto, per la nostra identità di primati, animali sociali che manipolano ( il dito opponente ce lo permette alla perfezione ) ma anche discendenti da ataviche strategie di adattamento, prime fra tutte il camoufflage, la pratica di mimesi e mimetismo.
Lo scontro tra sessi, ma non solo perchè il mondo gay/lesbo è uno dei protaqonisti principali del dating, diventa, così, un incontro silenzioso, lontano dalle discoteche, dalle strade ansiogene, dai coffee break e dai corsi accelerati di cucina, perpetrato nella dimensione rassicurante della propria tana o, in mobilità, chiusi nella mente auricolata in quella precisa colonna sonora che ci appartiene, pronta a far partire le campane a stormo in qualsiasi momento.
[divider scroll_text=”RITORNA AD INIZIO TESTO”]
Ma anche il sesso, a volte solo il sesso, è una delle chiavi di lettura del dating on line.
La tecno invasività quotidiana ha declinato la sua potenzialità anche per il piacere della caccia e del consumo.
Bang with friends è un’application per smartphone che mette in comunicazione velocemente chi vuole fare sesso, hinc et nunc.
Si tratta di funzionalità che possiamo catalogare tra quelle che accelerano i processi di relazione, come gli instant messaging o i luoghi di “people accelerator” legati alle startup, insomma dentro quella dimensione di velocizzazione che è l’elemento sexy degli ultimi anni.
La velocità con cui si può consumare il digitale è la caratteristica merceologica più rilevante dei prodotti e dei servizi legati al web.
Non può, infatti, essere un prodotto di consumo sexy quello che non accelera le esperienze.
Il terrore del consumatore di web è vivere lentamente le emozioni, è il gap che si frappone tra il desiderio e la sua implementazione, è l’esperienza dell’attesa, ormai parola incompatibile con il digital stuff.
Quindi le applicazioni virtuali che creano desiderio, come nel comparto pornografico, hanno il loro nemico non tanto nella morale e nella censura quanto nella frustrazione che viene generato dal tempo che trascorre tra l’attivazione del desiderio e la sua soddisfazione.
[divider scroll_text=”RITORNA AD INIZIO TESTO”]
In conclusione ritorno da dove ero partito.
L’allarme verso l’anomalia tecnologica delle relazioni tra sessi è una provocazione.
Come sempre ci si deve interrogare su quanto perdiamo e quanto acquisiamo come ‘Natura Umana’ dall’introduzione di protesi tecnologiche e di soluzioni artificiali e innovative.
Se la fitness, il successo riproduttivo e l’adattamento di specie, produrranno dei risultati positivi in quanto specie umana.
In questo caso, il partner migliore per riprodursi, il meccanismo è quello che, nell’arco di tempi molto lunghi e in modalità darwiniana ( Darwin Mode ) deve produrre correttivi genetici.
Quelli che fino ad oggi erano selezionati da tutti e cinque i sensi, elaborazioni predittive del miglior filtro inconscio, l’odore, la vista, il tatto, il gusto e l’udito per selezionare il padre/madre ideale.
Da domani più che dei nativi digitali, avremo dei nativi dating.