Le Postille di Paolo Lutteri18 dicembre 2025
Le informazioni sono un patrimonio. Gestirle fa potere. Raccogliere i dati è un’impresa tecnologica. Vista la complessità, ci riesce solo chi ha motori di ricerca e algoritmi efficaci. Oggi ci riescono con successo solo Stati Uniti d’America e Cina, e producono anche intelligenze artificiali di vario tipo. Qualche nome: OpenAI/ChatGPT, Anthropic/Claude AI, Google/Gemini, Microsoft/Copilot, Baidu/Ernie Bot, Alibaba/Qwen, DeepSeek e altri. Nelle tecnologie ci sono tante startup volonterose e i laboratori universitari, non integrati.
Quindi, se per esempio un’istituzione italiana di servizio pubblico radiotelevisivo volesse conoscere con un’Intelligenza Artificiale dati e pianificare una strategia editoriale, dovrebbe affidarsi a motori e algoritmi esteri, forse competitivi o ostili? Addio riservatezza e indipendenza. Ovviamente questo problema c’è per tanti Paesi e tanti settori delicati dell’industria, della finanza, della difesa militare e della ricerca scientifica. E anche della formazione dell’opinione pubblica, con finalità politiche. Non mi riferisco ovviamente alla gestione di piccole banche dati di settore, ma di quelle di conoscenza globale.
Conclusione, provvisoria: oggi supremazia ed egemonia sono di plutocrati Usa. Cinesi come unica alternativa.
In ritardo, i subalterni della tecnologia si stanno attrezzando, qua e là, senza coordinamento efficace. Mistral AI in Francia, è considerata una delle realtà più promettenti, sviluppa modelli linguistici open-source e si posiziona come alternativa europea a OpenAI e DeepSeek. Aleph Alpha in Germania è un laboratorio di ricerca che lavora su modelli linguistici multimodali e soluzioni di AI trasparente e spiegabile. L’Europa cerca di consolidare iniziative come OpenEuroLLM, che coinvolge 20 organizzazioni europee (università, centri di supercalcolo EuroHPC, startup e laboratori), per diventare un polo alternativo credibile, soprattutto nel campo dei modelli linguistici open-source e dell’etica. L’Unione Europea ha dato la precedenza alla regolamentazione con l’AI Act; con il progetto InvestAI da 200 miliardi di euro punta a sviluppare modelli linguistici e cloud sovrani.
Pochi altri Paesi hanno iniziative di AI sovrana: Corea del Sud, India, Singapore, Svizzera, Emirati Arabi Uniti stanno costruendo infrastrutture di calcolo e modelli AI autonomi e controllati.
Per il momento il progresso tecnologico è guidato a proprio piacimento da una manciata di ricchi super ricchi, ammanicati a leader governativi compiacenti, che guidano linguaggi, algoritmi e soluzioni. E l’Europa arranca nella sua burocrazia multipla?
Presto arriveranno le feste per l’anno nuovo. Chi ha casa può appendere i sogni di intelligenza artificiale indipendente nelle palle colorate dell’albero. Auguri.
Paolo Lutteri
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Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it