Dallo speciale di Media Duemila di giugno/luglio (numero 300) dedicato al Nodo di ricerca di Trento EIT ICT Labs, il direttore Roberto Saracco ci fornisce una panoramica generale della nascita, dello sviluppo e della missione dell’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia.

Roberto SaraccoL’EIT, l’istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia, nasce per rispondere al bisogno di aumentare la capacità competitiva dell’Europa sul mercato. Se infatti l’Europa ha diversi centri di eccellenza a livello mondiale, che sviluppano conoscenza attraverso la ricerca tecnologica in svariati settori, ha meno capacità di altre aree, quali US e East Asia, di convertire la conoscenza in business, attraverso quel processo che si chiama innovazione.
Non sono pochi gli esempi di eccellenza Europea nello sviluppo di conoscenza, come ad esempio la televisione ad alta definizione, l’MPEG e lo stesso Web che hanno avuto una forte radice di sviluppo europeo, che però non si è poi tradotta in un vantaggio competitivo dell’Europa.
Il Parlamento Europeo costituisce l’EIT nel 2008 come una delle Agenzie dell’Unione Europea e indice tre bandi per affrontare tre aree di conoscenza (KIC: Knowledge Innovation Communities) ritenute strategiche, il clima, l’energia e l’ICT. Queste aree di ricerca vedono in gara diversi consorzi nel 2009 (comprendenti industria, università, centri di ricerca) tra cui vengono selezionati i tre che nel 2010 iniziano le attività.
Nel caso dell’ICT si viene a costituire l’EIT ICT Labs con cinque Nodi di aggregazione dei Partner, rispettivamente Berlino, Eindhoven, Helsinki, Parigi e Stoccolma, e tre poli associati, Budapest, Londra e Trento.
Le attività iniziano “in sordina” per tutto il 2010 anche a fronte di un budget iniziale contenuto in 4,5 milioni di euro, quindi si rafforzano nel 2011 per poi assumere un carattere sempre più industriale nel 2012.
Nel 2011 viene indetto un bando per trasformare uno dei tre poli associati in un Nodo e il consorzio aggregato da Trento si aggiudica il bando diventando il 6 Nodo. Nel 2014 ai sei Nodi se ne aggiunge un settimo, Londra.
L’ICT ha un valore fondamentale nella Società del XXI secolo, sia in se stesso in quanto generatore di prodotti e servizi che hanno un impatto di qualche punto percentuale sul PIL (Europa 6% -European Digital Agenda; Italia 1% con un effetto fino al 7% al 2020 –stime U.Bocconi/Oxford Economics e European Digital Agenda) sia in quanto abilitatore di altri settori e sistema di supporto a quasi tutti i settori, dall’eGovernment al commercio, dalla logistica alle città, dai trasporti alla produzione manufatturiera, dall’education all’intrattenimento.
Questo impatto globale è destinato a crescere ulteriormente: si stima che un’ appropriata utilizzazione dell’ICT sia in grado di rendere efficiente un sistema-paese per un 5-8% del PIL, circa 100 Mld di € anno solo per l’Italia –stime European Digital Agenda Europe 2020.
In effetti è la pervasività dell’ICT che lo rende un elemento fondamentale per l’innovazione in tutti i settori, con conseguente incremento dell’efficienza, liberazione di risorse da reinvestire e aumento del benessere per i cittadini, sia diretto, a fronte di nuovi servizi, sia indiretto a fronte di minori costi e maggiore qualità della vita.
L’ICT in questi (circa) cinquant’anni di vita ha avuto un ritmo di evoluzione legato prima ai componenti elettronici (legge di Moore, raddoppio della capacità ogni 18 mesi), chip, e quindi alla espansione di capacità e pervasività delle reti (legge di Metcalfe, raddoppio della capacità delle reti ogni 16 mesi). Questa evoluzione non solo è destinata a continuare nei prossimi dieci anni ma sta influenzando l’evoluzione in molti altri settori, come ad esempio la bioingegneria, dove la possibilità di utilizzare in parallelo l’ICT porta a ritmi di evoluzione ancora maggiori (la sequenzializzazione del genoma migliora con un raddoppio di prestazioni ogni 10 mesi).
L’EIT ICT Labs si trova quindi ad affrontare un settore che se da un lato è estremamente promettente in termini di continua evoluzione, dall’altro comporta, per la sua rapidità e pervasività, delle sfide enormi in termini di competitività. La dinamica mondiale di evoluzione ed i tempi con cui varia il mercato sono più elevati che in altri settori.
Per questo motivo l’EIT ICT Labs ha dei cicli di programmazione delle attività annuali: entro un anno si deve passare dall’idea di innovazione alla sua costruzione e introduzione sul mercato.
Ovviamente, non si parte da zero ma da quel bagaglio di conoscenze e di risultati spesso prototipali che i partner dell’EIT ICT Labs portano in dote e che condizionano anche le attività stesse.
L’EIT ogni anno dispone di un certo livello di finanziamenti da dedicare ai 3 KIC (che diventeranno 5 nel 2015, 7 nel 2017 e 8 nel 2019). Questi fondi sono assegnati per circa il 60% in parti uguali ai 3 KIC e per il restante su base competitiva, attraverso una valutazione dei risultati degli anni precedenti e del business plan su cui sono richiesti i fondi.
Nel 2014, ad esempio, agli ICT LABS sono stati resi disponibili fondi intermedi tra quelli stanziati per il Climate KIC e quelli stanziati per l’Inno-Energy KIC. Le differenze sono state comunque minime, inferiori al 2%, a riprova dell’eccellenza di tutti e tre i KIC.
Le attività sono pianificate secondo una Strategic Innovation Agenda, costruita entro la fine dell’anno e sulla cui base si sviluppa la call for proposal che pubblicata in aprile, attrae oltre un centinaio di proposte da parte dei partner. Questi ultimi si aggregano in modo dinamico per affrontare un tema d’innovazione.
Le proposte sono esaminate da revisori, interni ed esterni, e quindi selezionate sulla base della qualità e dell’impatto sul mercato dal Management Committee entro giugno. Questo permette di definire il business plan per l’anno successivo, che inviato per valutazione ed approvazione all’EIT assegnerà i fondi a dicembre. Il processo così gestito consente alle attività di partire il 1° gennaio.
L’EIT finanzia, quindi, quanto serve per tradurre in innovazione sul mercato dei semi-lavorati che i vari partner hanno sviluppato negli anni precedenti o hanno in corso di sviluppo con un rapporto tra investimenti pregressi dei partner e investimento di EIT intorno al 75/25.
L’innovazione viene perseguita attraverso tre direttrici: Education, Research e Innovation (per utilizzare le etichette EIT).
L’education punta a creare una nuova classe imprenditoriale investendo su giovani ad alto potenziale, che selezionati attraverso un processo competitivo arrivano ad accedere a due anni di Master o ai tre di Doctoral School. Il corso di studi si frequenta in Nodi diversi nelle università co-locate. A Trento e a Milano nel caso del Nodo italiano. Inoltre i ragazzi frequentano il Nodo e le aziende collocate partecipando ai progetti dell’EIT ICT Labs.
La Research permette di generare innovazione attraverso un percorso di completamento di quanto i partner hanno sviluppato, integrando le tecnologie che questi mettono a disposizione. Le attività di ricerca sono selezionate attraverso il processo competitivo precedentemente descritto.
L’Innovation si base su una trentina di Business Developers, 5 operano nel Nodo italiano, che hanno il compito di scoprire PMI e start up innovative da accompagnare sul mercato europeo e mondiale fornendo supporti di technology transfer, brevettazione, business model e accesso a finanziamenti.
L’EIT ICT Labs Italy è una associazione costituita da 14 Partner che rappresentano eccellenze in varie aree ICT nazionale, sia sul versante dell’insegnamento, sia su quello dello sviluppo, dell’esercizio e applicazione. Sono quindi un sistema a tutto tondo che permette di gestire in modo completo il processo dall’ideazione alla fruizione collaborando in modo paritetico con le migliori aziende europee facenti parte dell’EIT ICT Labs.
Il cuore operativo del Nodo italiano è a Trento, dove si trova il co-location centre, CLC, a cui si affianca, a partire da marzo 2014 il satellite di Milano.
Qui vengono ospitate le aziende a cui è fornito il supporto, da qui si tengono i contatti con il territorio e con gli altri Nodi e si sviluppa la strategia del Nodo italiano.
Questa deve necessariamente essere in linea con le strategie dell’EIT ICT Labs ma vi è lo spazio per focalizzare le attività sul territorio e per raccordarsi con il contesto dell’innovazione in Italia.
La scelta prioritaria del Nodo italiano è di investire sui temi della sicurezza e privacy, sull’Identity Management, quale presupposto alla Internet of Everything, su Urban Life and Mobility, sul Future Cloud per gli aspetti collegati all’Open Data e Big Data, sugli Smart Spaces e sulle reti del futuro, in particolare il Software Defined Network con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita. Ovviamente i Partner del Nodo italiano partecipano anche a tutte le altre aree di competenza scelte dagli ICT Labs. Le priorità segnalate sono quelle su cui si concentra una maggiore focalizzazione e su cui si investe al fine di individuare, se non creare elementi indispensabili all’ aggregazione che spingono gli altri Partner di EIT ICT Labs a venire ad operare presso il Nodo italiano.
La presenza della Provincia di Trento nell’ecosistema EIT ICT Labs italiano è fondamentale. La Provincia, infatti, investe da tempo in innovazione, in particolare sull’ICT: oltre 80 Ml di € in cinque anni, precisamente dal 2012 al 2016. La sensibilità della Provincia ai temi dell’innovazione si traduce in uno stimolo per tutto il territorio e dunque sperimentazione e crescita dell’economia digitale ne sono il risultato.
Altrettanto importante diventa il nuovo satellite aperto a Milano per la connessione che questo consente con l’area lombarda, e con l’EXPO 2015. In questo ecosistema troviamo la maggior densità di innovazione in Italia e rilevanti invetimenti che faranno sentire il loro effetto ben oltre il 2015.
Come indicato, l’ICT ha bisogno di un contesto che si evolve in termini di processi per poter fornire i benefici attesi e al contempo è uno strumento che aiuta ad aumentare l’efficienza dei processi. In molti casi questa evoluzione dei processi richiede un’evoluzione del contesto normativo e qui di nuovo il ruolo della Provincia di Trento è fondamentale, come è stato dimostrato nel settore degli Open Data.
Il Nodo italiano abbraccia tutta l’Italia con una forte presenza in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, dove hanno sedi importanti alcuni dei ns partner. Attraverso il CNR la copertura del territorio italiano diventa ancora maggiore.
Un aspetto importante è che il Nodo italiano si rivolge a tutto il mondo dell’innovazione ICT in Italia per fornire un supporto concreto al suo sviluppo a livello europeo e mondiale. Non si rivolge, quindi, soltanto ai suoi partner. Anzi, questi devono essere visti come punto di appoggio per facilitare la competitività diretta ed indiretta dell’ICT.
Comunione di interessi e convergenza di conoscenze un obiettivo da condividere e da cui nasce anche questo progetto di collaborazione con Media Duemila, affinché si possa far conoscere meglio e più diffusamente quanto l’EIT ICT Labs Italy sta facendo e può fare nel contesto nazionale.
Nelle pagine a seguire approfondiremo gli aspetti accennati in questa introduzione, il punto di partenza è il Nodo italiano che ci permette di proseguire focalizzando l’attenzione sulle tre direttrici: “Education, Research e Innovation”.

Roberto Saracco