Lettera aperta di Paolo Lutteri 1° marzo 2023
Caro Ludovico,
le cronache di attualità, guerra e tragedie individuali, sono segni crudeli e sconcertanti della vita del nostro mondo. I mass media ci fanno condividere concretamente questi conflitti.
La ragione, e anche il sogno, mi hanno da sempre spinto alla realizzazione di una causa comune, anche se la vanità mi ha dato spesso suggerimenti egoisti. Nella vita sociale io auspico la diffusione di una responsabilità generalizzata, un’intelligenza collettiva, una coscienza globale che supporti la civiltà umana. E’ una visione culturale non belligerante ma diplomatica, non dispersiva ma convergente. Il fascino di teorie come il buddismo o il comunismo (intendilo filosoficamente non come di parte politica) è stato prevalente. Non sempre sono stato accomodante: non ho evitato confronti focosi contro gli arroganti, anzi ho sostenuto le guerre degli sfruttati contro gli sfruttatori, degli indigeni contro i colonialisti. Non mi è mai piaciuto porgere l’altra guancia, se non per prudenza o disprezzo del prepotente. Penso che all’aggressione l’aggredito abbia il diritto di rispondere, con tempi e modi opportuni di reazione.
Eppure questo movimento di convergenza verso ideali comuni si scontra così frequentemente con le intenzioni altrui ed è così difficile da realizzare che mi pone dubbi. E mi scoraggia. In contraddizione con me stesso, arrivo a pensare che la divergenza di idee e di comportamenti potrebbe essere una costante inevitabile nella storia dell’evoluzione, come l’entropia in aumento nel mondo della fisica.
Questo repentino passaggio dalla psicologia alla fisica cosmica, e viceversa, è sopra le righe. Mentre scrivo mi rendo conto della mia ignoranza in proposito. Però ci può essere un’analogia tra la classica gravità, forza di attrazione dei corpi proporzionale alle masse, e questa entropia, misura del disordine, che sembra almeno in parte allargarsi nell’universo di momento in momento dal big bang in avanti.
Così vedo che le idee, a mano a mano che prendono luce, generano percorsi discordanti, sfuggenti, centrifughi. Credo che ognuno di noi abbia costantemente davanti a sé il problema se convergere o divergere.
Perdonami la similitudine, caro professore, sto cercando una soluzione comunque ragionevole in quel colabrodo di concetti che è il cervello umano. Ecco: supponiamo che la società sia assimilabile figurativamente a un setaccio. Gustave Courbet lo illustra qui accanto nell’immagine delle sue ‘Cribleuses de blé’. Nel setaccio passano solo le minutaglie, chiamiamole cose marginali, non necessariamente da conservare. Restano nel setaccio i grani utili, le idee spesse, quelle con un peso, quelle con un valore da condividere. Le altre, magari non nocive ma più frammentate, lasciamole perdere. La cernita con un setaccio si può fare anche al contrario: si fanno passare i corpi e le idee fini mentre gli ingombranti e le idee grossolane restano bloccate. In un caso o nell’altro la selezione del setaccio è uno strumento efficace, per convergere o divergere secondo i casi.
Mah, chissà se questo paragone regge? Tu che sei filosofo di professione, che ne pensi?
Un cordiale abbraccio
Paolo
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Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it