“Pubblicità su Wikipedia? È una possibilità. Non la escluderei del tutto, anche se nessuno qui pensa che sia una buona idea. D’altro canto, se fosse a rischio la nostra sopravvivenza, faremmo tutto ciò che è in nostro potere per salvarci”. Lo dichiara Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia, in un’intervista a Grazia, il settimanale diretto da Vera Montanari in edicola martedì 8 settembre. “La crisi? Per ora non la temiamo”, dice Wales. “Certo, ogni volta che in una pagina di Wikipedia compare l’annuncio della raccolta fondi (l’unica via di finanziamento dell’enciclopedia web ndr) la gente pensa che siamo nei guai, ma non è così”. E poi aggiunge: “Nessuno si è mai fatto avanti per acquistarci, non è mai stata formulata alcuna vera offerta. Quanto valiamo? Nessuno lo sa. Se facessimo un’analisi tradizionale del flusso di cassa, allora il valore di Wikipedia è nullo perché non ci sono inserzioni pubblicitarie. Comunque sia, stiamo parlando di una società che vale già miliardi di dollari”.

Nell’intervista a Grazia Jimmy Wales non parla solo della sua creatura Wikipedia ma anche del fenomeno del download illegale di musica e film: “Dobbiamo accettare l’idea che ben poco può essere fatto. I modelli commerciali che fanno affidamento sull’originalità del prodotto avranno sempre più problemi in futuro. Per essere competitivo chi vende contenuti dovrà trovare un modo per rendere l’acquisto più conveniente del download gratuito”.

E se di Facebook dice di avere una “assoluta dipendenza” pur riconoscendo che in alcuni casi è “una perdita di tempo”, a proposito del rischio che Google monopolizzi il web si dichiara tranquillo: “Ora come ora, non credo si tratti di un problema rilevante”.