di LUIGI ROCCHI             

 

Due soli nel cielo, la Terra illuminata come mille anni fa

Il titolo del Corriere del 24 gennaio, che arriva dal fisico australiano Brad Carter e che si riferisce all’esplosione di una delle stelle più brillanti del cielo notturno, una supergigante rossa dall’impronunciabile nome di Betelgeuse, può, forse con un po’ di fantasia, essere emblematica di quello che potremmo vedere oggi.

Con due soli ciascuno di noi avrebbe due ombre, così come guardando le immagini che saranno proiettate senza gli appositi occhiali potrebbero apparire sdoppiate e sfuocate.

Basterà però indossare gli occhiali per vedere come, con la tecnologia tridimensionale che è stata impiegata per questa ripresa (“Arlecchino 3D”), l’emozione raddoppierà come, appunto, se fossimo riscaldati da due soli.

 

Lo scenario per la diffusione di contenuti 3D

Negli Stati Uniti, la piattaforma satellitare e via cavo Direct Tv ha lanciato un servizio 3D nella scorsa primavera, con un canale di cinema ed uno sportivo, Espn 3D, che ha trasmesso 25 incontri del Campionato mondiale di calcio.

In Gran Bretagna, Sky ha avviato ad aprile un canale 3D, inizialmente destinato ai locali pubblici.

In Italia, il 1° ottobre Mediaset ha trasmesso in 3D il film “La leggenda di Beowulf” e Sky, due giorni dopo, la Ryder Cup di golf. A novembre La7 ha trasmesso in 3D i test-match della Nazionale di rugby.

E la Rai? Prima di rispondere a questa domanda permettetemi di affrontare brevemente due temi importanti: tecnologia e mercato, e il business 3D.

 

Tecnologie e mercato: il 3D nel salotto di casa

Il 3D, dopo essere stato protagonista nelle sale cinematografiche negli ultimi anni, con produzioni che sono passate alla storia del cinema per il valore complessivo degli incassi (si pensi solo ad Avatar di James Cameron che con quasi due miliardi di dollari d’incasso è il primo film di tutti i tempi) nel 2010 è approdato anche nel salotto di casa.

Infatti lo scorso anno sono arrivati sul mercato i televisori 3D, lanciati con enfasi al CES (Computer Electronics Show) di Las Vegas a gennaio 2010. Anche in Italia, televisori tridimensionali sono in vendita da aprile 2010. Oggi tutte le principali industrie di elettronica (Sony, Panasonic, Hyundai, Philips, Nec, SamsungLg, Sharp, Toshiba, JVC) offrono modelli di Tv 3D con prezzi che variano da meno di 1.000 euro fino anche a oltre 5.000 ed il 4% dei Tv oltre i 40 pollici sono dotati di funzionalità 3D.

In particolare Display Research prevede che si passerà dai 3,2 milioni di unità vendute in tutto il mondo nel 2010, a 18 milioni nel corrente anno, per arrivare a ben 91 milioni nel 2014, fra tre anni, quando il mercato della Tv 3D dovrebbe rappresentare il 41% del totale dei televisori venduti.

 

La “questione” occhiali

La necessità di frapporre un filtro tra occhio e schermo può essere percepita come un ostacolo. Per questo tutte le grandi aziende del settore stanno lavorando al 3D cosiddetto “autostereoscopico”, ovvero senza occhiali.

Un televisore Philips autostereoscopico è stato presentato proprio qui in Rai alla “Giornata dell’Innovazione” del 2009. Qualche altro esempio si è visto all’Ifa di Berlino. Si tratta di prototipi che richiedono di posizionarsi perfettamente davanti allo schermo, cosa che rende difficoltosa la fruizione da parte di più persone contemporaneamente. Tuttavia, al Ces di Las Vegas la Sunny Ocean di Singapore ha mostrato un sistema per la visione tridimensionale in 64 diverse posizioni.

Più in là si sono spinti i ricercatori del Fraunhofer Institute, con uno schermo che consente una visione collettiva del 3D senza occhialini indipendentemente dalla posizione dello spettatore. La visione autostereoscopica viene realizzata grazie a un particolare software e a una videocamera sullo schermo che registra la posizione degli occhi e modifica opportunamente la direzione del flusso di immagini. Anche Microsoft, con la sua divisione Applied Science Group, sta lavorando ad un sistema analogo, che però, al momento, non consente l’uso a più di due persone per volta.

 

Altre piattaforme

Il mercato dei televisori 3D rappresenta, insieme all’alta definizione, l’evoluzione del settore televisivo e del cinema. Ma il 3D è destinato ad occupare un po’ tutti gli apparecchi elettronici, non solo la televisione. Ad esempio, le consolle di gioco: in questo campo Nintendo ha già da tempo promosso il 3D senza occhiali sulla 3DS. E la terza dimensione migrerà presto anche su tablet e smartphone, oggetti tecnologici per i quali é previsto un successo di vendite senza pari già nel presente anno (per quasi la metà assorbito dall’iPad della Apple) e che si potranno avvantaggiare, ad esempio, della presenza di contenuti tridimensionali su Internet (sono già supportati dalla piattaforma YouTube). Ovviamente, per questi dispositivi, la tecnologia è meno complessa che per i televisori, giacché se ne presume un uso individuale.

Ecco perché gli analisti prevedono un futuro roseo per il mercato degli schermi stereoscopici, che complessivamente (ovvero tenendo conto oltre che sui Tv, anche dei Pc, dei telefonini e delle console di gioco) varrà 22 miliardi di dollari già nel 2018.

 

La Rai ed il 3D: non da oggi

Le prime riprese tridimensionali risalgono al 2008, con una breve fiction 3D per bambini realizzata dal CRIT e dal CPTV di Torino per “Melevisione”. Ad essa sono seguiti “Sette luoghi, otto minuti una città”, un corto dedicato alla città di Torino presentato al Prix Italia 2009 e, quest’anno, “3Dentro il Rigoletto a Mantova”, backstage dell’evento trasmesso in mondovisione da Rai Uno.

Esperimenti di trasmissione 3D sono stati effettuati con la Finale di Coppa Italia, con schermi allestiti presso il Circolo Sportivo Rai di Tor di Quinto, e con la partita inaugurale del Mondiale di calcio in Sudafrica, che ha rappresentato l’evento conclusivo dell’EBU Technical Assembly organizzata dalla Rai a Torino.

La Rai ha già un canale per l’Alta Definizione sul Digitale Terrestre. Contenuti in 3D potranno essere trasmessi in via sperimentale anche sui “demo channel” Rai, realizzati in collaborazione con Eutelsat e con Astra. Anche sulla piattaforma TivùSat, che è sempre consistente con l’offerta del Digitale Terrestre, potranno essere effettuate trasmissioni in 3D, con lo standard retrocompatibile. 

Ma un’ultima domanda: perché il teatro e perché proprio Arlecchino Servitore di due padroni?

 

Perché il teatro

Abbiamo scelto di sperimentare l’applicazione più moderna all’arte più antica: il teatro. Ciò, perché il teatro è arte soggetta alle contaminazioni positive, delle altre arti – visive, plastiche, coreutiche – e della tecnologia.

L’incontro tra tecnologia e teatro è antichissima: ogni volta, il teatro è in grado di assorbire la tecnologia e farla propria, modificando e migliorando se stesso.

La tecnologia era importante già per il teatro greco in cui, quando era necessario far intervenire un dio sulla scena, magari per risolvere una situazione intricata e apparentemente senza possibile via di uscita, l’attore che lo interpretava saliva su una gru di legno, mossa da un sistema di funi e argani, e realizzava il cosiddetto “deus ex machina”.  Un altro proficuo incontro tra tecnologia e teatro è avvenuto grazie al genio di Leonardo da Vinci, che alla corte milanese di Ludovico il Moro ed a quella ferrarese degli Estensi poté occuparsi dell’organizzazione di spettacoli teatrali, creando straordinarie macchine che realizzavano quelli che oggi chiameremmo “effetti speciali”.

Ora, la tecnologia 3D può dare alla televisione una caratteristica tipica del teatro: la profondità. Il televisore domestico può trasformarsi in un boccascena teatrale presente in ogni casa ed il Teatro avvicinarsi con minor scetticismo ad un linguaggio, quello televisivo, che, per la sua frammentarietà, gli è sempre stato poco familiare.

 

Rai per il business 3D

L’Accordo con il Piccolo Teatro di Milano rappresenta un’importante apertura al business del principio della sperimentazione tecnologica. L’opera ripresa è tra le più conosciute nel mondo, ha girato, nella messa in scena teatrale, i cinque continenti ed è particolarmente adatta al mercato internazionale perché basata, anche grazie alla maestria di Ferruccio Soleri, sul linguaggio universale del corpo e della mimica.

L’applicazione della tecnologia 3D potrà trovare sviluppi per i canali Rai, ad esempio per Rai 5, che ha tra i suoi obiettivi quello della promozione del Teatro, per i canali dedicati ai bambini, Yoyo e RaiGulp, visto che i giovanissimi sono i soggetti più sensibili e reattivi all’innovazione ed alle nuove tecnologie ed anche nella realizzazione dei Telegiornali, a partire da quelli Regionali.

La Rai punta allo sfruttamento commerciale dei propri contenuti e all’internazionalizzazione delle proprie tecnologie e prodotti.

La Rai può favorire la generazione della domanda di contenuti 3D, contribuendo allo sviluppo dell’industria dell’elettronica, dei contenuti e quella della banda larga.

Al tempo stesso, in ottica di mercato, punta al business, e quindi alla valorizzazione dei propri brevetti, alla creazione di un network collaborativo con altre imprese. Ed infatti per questo la Rai è presente in Confindustria.

La Rai ha presentato al DVB, l’Organismo internazionale di standardizzazione per la televisione digitale, una proposta per un sistema di retrocompatibilità 2D-3D, proposta che ha trovato l’appoggio di molti broadcaster nazionali ed internazionali, quali ad esempio Mediaset, La7, BBC, ITV, Channel 4, IRT. La retrocompatibilità, in ottica di Servizio Pubblico, consentirà agli utenti dotati di televisore 2D di visualizzare comunque il contenuto trasmesso (così come in passato avvenne per l’introduzione del colore in tv). Un altro brevetto Rai che vediamo applicato qui è il microfono ambisonico.

Il Servizio Pubblico è pure diffusione del know-how, anche tecnologico. Rai, insieme al CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano, ed in collaborazione con HD Forum Italia, ha preparato una Guida divulgativa per la Televisione Digitale che contiene anche importanti consigli ai consumatori per la scelta della tecnologia tridimensionale.

Le Direzioni Strategie Tecnologiche e Produzione Tv hanno inoltre realizzato il capitolato per l’acquisto di prodotti 3D, ovvero l’insieme di standard e requisiti tecnici cui deve rispondere il prodotto di acquisto.

 

Conclusioni

Come noto, la Rai è storicamente impegnata nei grandi obiettivi di informare, formare ed intrattenere. Mi pare opportuno trovare un binomio tra queste tre missioni e l’impegno sulla qualità, sulla cultura e sul business.

Insieme a Andrea Lorusso Caputi (Direttore Produzione Tv), Maurizio Braccialarghe (Direttore Centro Produzione Tv di Torino), Massimo Ferrario (Direttore Centro Produzione Tv di Milano), Alberto Morello (Direttore Centro Ricerche) si è reso possibile costituire una grande squadra affiatata che ha reso possibile il grande obiettivo che solo la Rai può costruire, quello dell’innovazione nella tradizione.

 

Luigi Rocchi

Direttore Strategie Tecnologiche Rai