Dalla Danimarca passando per la Finlandia fino alla Norvegia, Zetland scommette che il suo modello può  funzionare bene: la Germania sarà la prossima tappa. “È possibile creare entusiasmo attorno al giornalismo se si contattano e si invitano cittadini coinvolti ad aiutare e guidare”.

Ho trovato interessante continuare a condividere esperienze positive sulle nuove forme di giornalismo. Questa volta parliamo di Zetland.

Zetland, sito di notizie basato sugli abbonamenti lanciato in Danimarca nel 2012 che conta ora 50.000 abbonati paganti. Il modello ha iniziato a espandersi nei paesi nordici dove la fiducia nelle notizie è molto alta. In più le persone sono disposte a pagare per abbonarsi, secondo quanto si legge nell’articolo.

L’anno scorso, Zetland, il cui co-fondatore e direttore internazionale è Jakob Moll, Nieman Fellow del 2022, ha offerto il suo supporto, la sua  tecnologia e il suo manuale a Uusi Juttu, in Finlandia. Il nuovo sito è stato lanciato a gennaio e conta, già, oltre 18.000 membri paganti.

Demo

Ora Zetland punta sulla Norvegia: Demo, una startup che mira a portare le notizie ai norvegesi in modi nuovi. Demo sarà gestita da giornalisti norvegesi e si affiderà a Zetland per il supporto finanziario iniziale.

Ingrid Tinmannsvik, cofondatrice di Demo e giornalista dichiara che “il giornalismo norvegese è dominato da editori che esistono da decenni. Solo alcuni nuovi media di nicchia hanno fatto capolino sul mercato. Inoltre pochi si rivolgono a un pubblico più ampio. In più hanno un approccio tradizionale al giornalismo. Ecco perché c’è bisogno di qualcosa di nuovo”.

Giornalismo più esplicativo e analitico

Tinmannsvik  afferma, anche, che i norvegesi (come i residenti di molti altri paesi) sono sopraffatti dal ciclo delle notizie, vogliono un giornalismo più esplicativo e analitico. Per definire la visione e la strategia editoriale di Demo, Tinmannsvik e i suoi colleghi co-fondatori (il documentarista Bendik Mondal e l’organizzatrice di comunità Helle Hoås ) intraprenderanno un tour di ascolto questo autunno, chiedendo ai norvegesi cosa manca nel panorama mediatico e quali notizie vorrebbero vedere di più.

Una delle sfide principali che Tinmannsvik immagina di affrontare è catturare l’attenzione delle persone abbastanza a lungo da far loro capire che “siamo diversi dai media tradizionali”.

Reuters Institute for the Study of Journalism

Secondo il Reuters Institute for the Study of Journalism, la fiducia nelle notizie in Norvegia è particolarmente elevata (54%) e i norvegesi preferiscono di gran lunga le fonti di informazione digitali (87%) rispetto ai social media (41%) per informarsi. L’organo di informazione più affidabile è NRK (81%), seguito dai quotidiani regionali e locali (77%).

In ogni caso Zetland non si limiterà ai paesi nordici. La sua prossima espansione va verso la Germania.

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Maria Pia Rossignaud
Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. II presidente Sergio Mattarella la ha insignita dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Insignita dal presidente Mattarella dell'onorificenza di "Cavaliere al Merito della repubblica Italiana. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista Mobile Century e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.