Il dibattito sulla creazione di un mercato unico digitale europeo ha fatto tappa in Italia, lunedì 13 luglio, con l’iniziativa ‘Going Local’ giunta alla IV edizione e organizzata dalla DG Connect della Commissione europea insieme alla Rappresentanza in Italia.
Spazio Europa affollato come raramente accade, per ascoltare, fra gli altri, Roberto Viola, neo-direttore generale della DG Connect, e Riccardo Luna, campione digitale per l’Italia. Saluto d’apertura del ‘padrone di casa’ Emilio Dalmonte, vice-direttore della Rappresentanza; e interventi, fra gli altri, di Elio Catania, presidente di Confindustria digitale, e Marco Pierani, responsabile delle relazioni esterne di Altrocosumo.
L’input politico è venuto dal sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, secondo cui oggi l’Italia può guardare “con una prospettiva nuova alla capacità di superare i propri ritardi sulla banda larga”, ricordando che la consultazione pubblica lanciata dal governo è ormai avviata a conclusione.
Giacomelli ha detto: “Abbiamo smesso di puntare al 6 politico e miriamo a obiettivi alti”, definendo la sfida “più culturale che tecnologica”. Una coloritura di ottimismo di cui c’è bisogno, se si considerano i ritardi accumulati dall’Italia, e con cui i lettori di questa rubrica sono familiari, sulla banda larga e sull’e-commerce e, più in generale, proprio sulla cultura e la consuetudine digitale.
Anche Viola, nel suo intervento, s’è collocato in un’ottica positiva, osservando che alcune idee emerse durante il semestre di presidenza di turno italiana del Consiglio dell’Ue, nella seconda metà 2014, sono ormai divenute capisaldi dei programmi elaborati dalla Commissione per il Mercato unico digitale europeo.
Il neo-direttore generale ha rievocato la conferenza ‘Digital Venice’, che, un anno fa a Venezia, aprì il semestre di presidenza italiano. Lì furono in particolare prospettati un progetto comune per ‘digitalizzare’ l’Unione e anche un rilancio degli investimenti. Banda larga e e-economy –ha avvertito Viola- sono “temi fondamentali per lo sviluppo dell’Italia”
Dopo un primo dibattito generale e un secondo dedicato alla banda ultra larga, con interventi di responsabili europei e italiani e molti imprenditori, i lavori, allo Spazio Europa nel pomeriggio si sono articolati lungo tre direttrici: le competenze digitali, con due tavole rotonde dedicate rispettivamente al lavoro e alla scuola; la digitalizzazione, l’e-Government e l’identità elettronica; le politiche dell’audiovisivo e il diritto d’autore, con tavole rotonde rispettivamente sulla convergenze dei media e le politiche dell’audiovisivo e una specifica sul diritto d’autore.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.