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di CHIARA GUIDA –

Viene dall’Australia il nuovissimo fenomeno virale che sta invadendo il mondo grazie a internet e ai social network.

Il Pottering, abbreviazione di “Public Pottering”, è nato dalla mente fantasiosa di tre ragazzi australiani: Martin Kastengren e George Andrianakos di 21 anni e Simon Carr di 19 i quali hanno pensato che scattarsi foto a vicenda potesse diventare più interessante se, mettendosi in posa, si poteva anche imitare uno dei personaggi di fantasia preferiti. La scelta è ricaduta sul famosissimo maghetto Harry Potter, infatti il Pottering consiste nel  farsi fotografare mentre si salta in aria con una scopa tra le gambe creando l’effetto di volo su manico di scopa. Che siano ramazze, scopettoni o spazzoloni, ogni tipo di attrezzo per pulire il pavimento è bene accetto per farsi scattare una foto mentre si “pottereggia”, così come si potrebbe chiamare il fenomeno in italiano. “Bella scoperta!” penserà qualcuno, eppure i tre giovani si sono presi talmente tanto sul serio da creare un profilo di Facebook per celebrare la loro trovata. Martin Kastengren ha inoltre tenuto a precisare che il Pottering è molto più articolato e complesso del Planking, altra moda virale lanciata dai social: mentre questo consiste nel farsi fotografare distesi a faccia in giù in un qualsiasi luogo insolito, per il Pottering c’è bisogno di doti atletiche che non tutti hanno. Sfogliando la pagina Facebook in questione  si legge sul volto di alcuni coraggiosi sperimentatori lo sforzo fisico, ma si notano anche e soprattutto si evidenziano anche le variazioni di coreografie in “volo” in cui i giovani partecipanti alla moda del momento si profondono: c’è chi inscena un duello con tanto di bacchetta magica in pugno, chi ‘gioca’ partite di Quiddich (lo sport dei maghi ), chi addirittura sceglie come sfondo del suo Pottering solitario un cimitero.

Così come l’Harlem shake, fenomeno video del momento, è un’evoluzione (o degenerazione?) del famigerato Gangnam Style venuto dalla Corea del Sud, il Pottering è figlio del Makankosappo e del Kamehamehaing, venuti dal Giappone. Entrambe queste attività traggono la loro origine dal popolarissimo cartone animato giapponese Dragon Ball e consistono nel farsi fotografare mentre si finge di scagliare il Makankosappo o la Kamehameha (noti in italiano rispettivamente come Cannone Speciale e Onda Energetica), potenti colpi di arti marziali adoperati in combattimento dai protagonisti dell’anime. Da questi fenomeni appannaggio degli otaku si sono poi sviluppate delle derivazioni che hanno coinvolto la cultura pop di ogni regione del mondo, e così dagli Stati Uniti è arrivato anche il Vadering, che consiste nello scattarsi foto in cui il soggetto imita la tecnica Sith dello strangolamento operata da Darth Vader (Darth Fener in italiano), popolare “cattivo” di Star Wars, e ultimo in ordine di tempo, il Pottering.

E’ probabile che  da qualche parte nel mondo, mentre scriviamo di questi fenomeni virali, qualche giovane fantasioso stia già mettendo a punto la nuova tendenza che farà retrocedere a vecchio un fenomeno nato appena il 6 marzo (data di pubblicazione del profilo Facebook di Public Pottering). Dopotutto siamo di fronte all’inarrestabile velocità della comunicazione 2.0.

Chiare Guida

media2000@tin.it

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