L’Associazione Bielorussa dei Giornalisti (Baj) si è vista assegnare il Premio Unesco “Guillermo Cano” per la libertà di stampa 2022. La decisione è stata presa da una giuria internazionale di operatori dei media: è la prima volta che il Premi viene conferito ad un collettivo e non ad un singolo. L’Associazione, costituita nel 1995, ha l’obiettivo di promuovere la libertà di espressione e il giornalismo indipendente in Bielorussia. Baj riunisce oltre 1300 giornalisti e fa parte dell’International Federation of Journalists (Ifj) e della European Federation of Journalists (Efj).

Nell’agosto del 2021 la Corte Suprema della Bielorussia ha ordinato lo scioglimento dell’organizzazione, su richiesta del ministero della Giustizia. La repressione è cominciata a seguito della rielezione del presidente Alexander Lukashenko nel 2020. Elezioni caratterizzate da presunti brogli elettorali, violenze nei confronti dei manifestanti e ritenute “truccate” dagli oppositori del leader Lukashenko. Tanto che l’Unione Europea e diverse comunità internazionali non le hanno riconosciute. Secondo l’Unesco l’Associazione dei Giornalisti Bielorussi l’anno seguente quella tornata elettorale ha salvato diversi media indipendenti locali dalla violenta repressione. Oltre 20 giornalisti sono comunque finiti in carcere, e lo stesso presidente della Baj è fuggito dalla Bielorussia e si trova adesso in un luogo segreto.

Il Premio Unesco è dedicato a Guillermo Cano Isaza, giornalista colombiano assassinato davanti agli uffici del suo quotidiano El Espectador a Bogotá, in Colombia, il 17 dicembre 1986. Il Premio riconosce ogni anno al vincitore 25mila dollari. È finanziato dalla Fondazione Guillermo Cano Isaza (Colombia), dall’Helsingin Sanomat Foundation (Finlandia), dalla Namibia Media Trust, Democracy & Media Foundation Stichting Democratie & Media (Paesi Bassi) e dalla Thomson Reuters Foundation. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 2 maggio a Punta Del Este, in Uruguay, in occasione della World Press Freedom Day Global Conference, e sarà trasmessa in streaming online.

“Per venticinque anni, – ha detto Alfred Lela, presidente della giuria internazionale – il Premio Unesco ha richiamato l’attenzione del mondo sul coraggio dei giornalisti che si sacrificano nella ricerca della verità e delle responsabilità. Ispiriamoci a loro ricordiamoci dell’importanza di garantire ovunque il loro diritto a lavorare liberamente ed in sicurezza”.

“Questo Premio – ha spiegato il presidente Bastunets – è per tutti i giornalisti indipendenti bielorussi che hanno continuato a lavorare negli ultimi due anni nonostante tutte le pressioni, i divieti di pubblicazione e gli arresti. Praticamente tutti i media indipendenti in Bielorussia sono stati banditi perché accusati di essere estremisti, bloccati e visibili solo tramite una Vpn (Virtual Private Network, ossia ‘rete privata virtuale’, un servizio che protegge la connessione internet e la privacy online, ndr). Molti hanno lasciato la Bielorussia, ma altri continuano a lavorare, scrivendo per testate che ora hanno sede fuori dal Paese”.