Vi dico perché non mi preoccupa. Perché qui si dà importanza ad un oggetto che ha preso la forma umana. Ho parlato più volte di Hiroshi Ishiguro, mio amico giapponese che si è costruito un gemello robot e che è stato il primo a mettere in scena una piecè teatrale (Sayonara) con due attrici di cui una robot, poi  ha costruito Erica, robot con sembianze di una giornalista televisiva 23enne che in giugno sarà pronta ad apparire sugli schermi giapponesi. Ho scritto ed incontrato con Maria Pia Rossignaud Bina48 che ha fatto scalpore perché ha insegnato all’accademia di Westpoint ed anche lei è un’intelligenza artificiale il cui sapere cresce autonomamente. Il problema vero è che di Erica,, di Bina48  e di robot o intelligenze artificiali giornalisti, medici, avvocati ne avremo sempre di più. La mia domanda è sempre la stessa: chi governa queste intelligenze artificiali? Ecco perché l’etica dell’algoritmo è per me la nuova scienza. Il mio concetto di etica dell’algoritimo , come è evidente, è fondamentale per la costruzione del nostro futuro.

 

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Direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Visiting professor al Politecnico di Milano. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. È autore di "La pelle della cultura e dell'intelligenza connessa" ("The Skin of Culture and Connected Intelligence"). Già docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II dove è stato titolare degli insegnamenti di "Sociologia della cultura digitale" e di "Marketing e nuovi media".